Con gli incentivi in procinto di essere erogati, arrivano delle interessanti opportunità per i conducenti italiani relativamente alle auto elettriche. Mai come quest’anno il tesoretto messo a disposizione dal Governo è tanto ricco, pari a quasi un miliardo di euro (950 milioni di euro). Introdotti dal precedente esecutivo, capitanato da Mario Draghi, le misure mirano a promuovere una mobilità meno impattante sull’ambiente.

L’attesa ha termine

La somma era attesa sia dai consumatori sia dalle aziende, anche da Stellantis. Sia il CEO del gruppo, Carlos Tavares, sia il numero uno del marchio Fiat, Olivier François, avevano indicato negli aiuti statali poco appetibili una delle ragioni principali dietro l’insuccesso della Fiat 500e. Partita sotto auspici favorevoli, la riluttanza nel mettere sul piatto una cifra abbastanza interessante avrebbe rivestito un ruolo decisivo nella perdita di richiamo ai potenziali acquirenti.

A prescindere dal fattore scatenante, la Cinquina “amica dell’ecosistema” ha riscontrato un forte calo nelle immatricolazioni, da determinante lo stop della fabbrica di Mirafiori fino al prossimo settembre (con le vacanze di mezzo). La speranza dei piani alti è di assistere a una netta inversione di marcia, e lo confidano altresì le Amministrazioni Comunali, dato il persistente problema dell’inquinamento. Tra le città maggiormente colpite, Milano ha, in particolare, intenzione di apportare dei grossi correttivi, tra cui il bando delle vetture diesel Euro 6 nel 2028.

Il responso finale competerà, comunque, al pubblico fornirlo. Le limitazioni rimangono quelle di sempre, eccetto una: il prezzo. L’importo corrisposto dalla classe politica consentirà agli utenti di acquistare auto elettriche di assoluto valore a condizioni molto favorevoli. I requisiti sono noti: reddito ISEE pari o inferiore a 30.000 euro e rottamazione di un veicolo Euro 2. Su quali siano le proposte più convenienti tramite l’Ecobonus ci focalizzeremo nel prosieguo. Al di là delle classiche city car, la nutrita lista comprendere pure esponenti di ulteriori categorie.

Compatte di segmento A e B

La BEV meno costosa rimane una produzione Dacia, vale a dire la Spring. Con un prezzo a partire da 21.450 euro, costituisce un’opzione parecchio appetibile. Sottoposto a una bella “rinfrescata” nei contenuti, il modello dell’Est Europa ha una percorrenza di 230 km e un motore da 33 kW (45 CV).

Quindi, ecco la Citroën ë-C3, offerta a 23.900 euro. Svelata nella seconda parte del 2023, la francesina monta un powertrain da 83 kW (113 CV) e 320 km di autonomia. A differenza di celeberrime rivali, nasce nel Vecchio Continente, un motivo di vanto, rimarcato dal Double Chevron in diverse circostanze. Sulla stessa base vedrà la luce la Fiat Panda EV, attesa alla première globale il prossimo 11 luglio, in occasione dei 115 anni della Casa torinese. Che prevede nella sua vasta gamma pure la sopracitata 500e: in vendita a 29.950 euro, cela un “cuore pulsante” da 70 kW (95 CV) e un pieno d’elettroni le basta a coprire fino a 190 km.

Dichiara origini cino-molisane la DR 1.0 EV (24.900 euro), dotata di un propulsore da 45 kW (61 CV) e in grado di macinare un massimo di 210 km con una sola ricarica. Portano la firma di due brand italiani anche la rinnovata Lancia Ypsilon (34.900 euro), la quale vanta un motore da 115 kW (156 CV) e 403 km di percorrenza. Si spinge fino a 114 kW (155 CV) e 264 km l’Abarth 500e (37.950 euro), dinamica interpretazione dell’omologa Fiat. La bagarre include poi due new entry, ambedue di passaporto cinese.

SUV e crossover

Per quanto riguarda le auto elettriche di medie dimensioni, la BYD Dolphin (33.790 euro) è adatta ai viaggi lunghi, da 150 kW (204 CV) e capace di marciare per 427 km. 96 kW (131 CV), 480 km: sono i numeri della Renault Megane E-Tech Electric (38.050), manifesto del nuovo corso della Losanga votato alla sostenibilità. Dichiara ben 208 kW (283 CV) e 513 km, nella versione base, la Tesla Model 3 (40.490 euro), iconica e performante.

Sono anni ormai che SUV e derivati dettano legge nelle concessionarie. Imponenti, ospitali e dotate di un discreto piglio sportivo, rimangono protagonisti anche nel passaggio alle vetture green.  I crossover di punta provengono dalla Svezia, la Volvo EX30 (il listino prezzi parte da 35.900 euro), e dalla nostra penisola, la Fiat 600e (35.950 euro). Uno stile sobrio e minimalista, tipico del Paese scandinavo, contraddistingue la prima, che evita di azzardare troppo, in favore di un approccio pragmatico e di un aspetto familiare ai conducenti, dietro il quale si cela un impianto da 200 kW (272 CV) e 344 km.

La risposta torinese, provvista di una motorizzazione da 115 kW (156 CV) e 409 km, fa leva su un’estetica affascinante. Il Made in Italy nel mondo gode di una nomea straordinaria per il colpo d’occhio, e i progettisti hanno pensato di ribadirlo. Mentre scriviamo, la 600e è in attesa di consacrazione e, chissà, magari con l’assist servitole al bacio dal Governo guadagnerà slancio. Intanto, un punto fermo del portafoglio prodotti consiste nella controparte ibrida, sbarcata nel Paese a mesi di distanza dalla sua presentazione, non senza polemiche per la rimozione forzata della bandiera italiana.

È poi da monitorare la Smart #1 (37.548 euro), che ha un powertrain da 200 kW (272 CV) e 310 km. Il brand ha conosciuto una radicale trasformazione nel recente corso, votato ai mezzi a ruote alte, per l’insoddisfazione dei fan di lunga data. Che gli hanno imputato di aver votato loro le spalle, sedotto dal boom di domande degli Sport Utility. Tuttavia, è giusto riconoscere la qualità del modello. Benché l’ipotesi del ritorno della Fortwo abbia da poco preso piede, il veicolo ha delle signore credenziali.

Animo off-road

Qualora batta un animo off-road e scalpitiate all’idea di intraprendere un viaggio in lande inesplorate, fuori portata di comuni quattro ruote, il nome da segnarsi in agenda è quello della Jeep Avenger (39.400 euro) da 115 kW (156 CV) e 401 km. La Casa d’oltreoceano, sempre parte di Stellantis, ha fatto centro fin da subito con la vettura, nella quale riponeva delle grandi aspettative.

Concepita come elettrica fatta e finita (prima di aggiungere una variante endotermica, anche in Italia), va incontro a chi è sensibile alle tematiche ambientali, alla pari degli altri modelli sopra enunciati. Ovviamente, l’elenco sarebbe stato ancora più lungo se li avessimo indicati a uno a uno, ma le macchine menzionate spiccano sulla massa.

 

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