Ecco quella che formalmente, ufficialmente e non su disegni o elaborazioni esterne, è la prima Abarth di Stellantis. Partono con il botto gli “stellati incasinati” da problemi di risorse umane oltre che il resto da incastrare per bene, ma ricchi. Quello sì, anche di tradizione tricolore sportiva che si deve sfruttare prima o poi, a dovere. Lo fanno ora lanciando un’esca prelibata. La 1000 SP 2021 che sa anche di Alfa Romeo, non solo per il colore rosso.

Non il massimo assoluto, vero, ma “tanta roba” tra quella che potevano massimizzare i francesi dalla tradizione sportiva nel calderone FCA. Con il minino dello sforzo industriale oltretutto, visto che per ora è un modello vero, bi-gusto ma da esposizione. Quindi non in attesa di finire nelle concessionarie o nei garage dei collezionisti. Possibile che il secondo caso si avveri prima dell’altro, non nell’immediato. Parliamo infatti di una Macchina interessante che ha un target, pur se non di frontiera per la tecnica e le tecnologie applicate al momento.

Qualcuno vedendola potrebbe dire che sa troppo di fine anni Novanta o al massimo inizio secolo. Che sia solo un “riciclone” ultra-decennale tra idee del Centro Stile con telai e motori Alfa già spremuti. Roba trita e ritrita, ….Però ad averne! Vien voglia di possederla solo a vederne uno spicchio di 3/4 (davanti o dietro, uguale) sapendo che è una novità realmente Abarth con parte di Alfa.

Auto originale in tutti i sensi nel DNA, figlia delle tradizioni come nel 1966 quando nacque la prima Abarth 1000 SP, erede a sua volta di collaborazioni tra Biscione e Scorpione che maturarono a fine anni Cinquanta. Quel filone, limitato e dedicato al mondo sportivo vero, delle gare automobilistiche un tempo in voga (vedi la 1000 Km vinta dalla 1000 SP “nonna”) rinasce con la Abarth 1000 SP 2021. Sappiamo poco di quello che realmente può fare, di quanto si cela sotto il vestito di questo esemplare unico, anche se una scheda è stata divulgata e dall’autunno si sentirà anche il suo rombo.

Perché farà presenza a eventi per auto classiche promuovendo il marchio. Le misure sono compatte e le linee semplici, minimamente tondeggianti con curiosi mini-fari circolari. Cielo aperto e rapporto peso / potenza di quelli che la rendono “più che Abarth”. Se deve rinverdire il passato collaborativo tra tecnici dei due marchi italiani, infatti, sotto alla carena minimalista un telaio di alluminio con cellula in carbonio e il motore a 4 cilindri: 1.750 turbo benzina da 240 CV.

Siamo certi che a guidarla è carente di ADAS e comfort ma regala sensazioni pure, proprio come la 4C pensionata l’anno scorso e ben venga il suo richiamo alla tradizione senza troppe modernità.

Per vedere se possa diventare anche base di modelli in piccola serie, di nuove Abarth SP giustamente costose, con dose di elettrificazione dovuta e connettività apprezzata da aggiungere, occorre attendere. I prossimi piani Stellantis di medio termine.

Scheda tecnica – Abarth 1000 SP

MOTORE

in alluminio, 4 cilindri, sovralimentato, centrale trasversale 1742 cm³

POTENZA

240 CV a 6000 giri/minuto

VELOCITÀ

oltre 250 km/h

PESO

a secco 1074 Kg

SOSPENSIONI

anteriori a triangoli sovrapposti, posteriori MacPherson evoluto

FRENI

anteriori: dual-cast autoventilanti forati 305 mm x 28 mm con pinza fissa a 4 pistoncini Brembo. Posteriori: autoventilanti forati 292×22

DESIGN

Centro Stile Fiat e Abarth (Roberto Giolito – Ruben Wainberg)

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