Dalle ore 23.00 di giovedì 22 ottobre, fino alle 5.00 di mattina del giorno dopo, chi si sposta in Lombardia (a piedi o in auto) dovrà portare con sé un’autocertificazione che attesti i motivi di necessità dello spostamento.

Coprifuoco dunque, valido fino al 13 novembre, confermato dall’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e dal presidente della Regione, Attilio Fontana.

Una misura simile sarà attiva dal 23 ottobre in Campania, con l’ordinanza numero 82 che sancisce il divieto di spostamento al di fuori della provincia di residenza, fatte salve comprovate necessità da indicare nel modulo di autocertificazione.

Come funziona l’autocertificazione

Torna così il modulo, protagonista della prima ondata da contagi di coronavirus, che ora potremmo battezzare “autocertificazione coprifuoco ottobre 2020”, e che come sempre viene redatta “sotto personale responsabilità, ai sensi del DPR 445/2000”. Chi dichiara il falso è punito con sanzioni che arrivano a 3mila euro. “Il mancato rispetto delle misure di cui alla presente ordinanza è sanzionato, secondo quanto previsto dall’art. 4 del decreto-legge n.19/2020”.

Lo spostamento può avvenire per le seguenti ragioni:

  • ritorno al proprio domicilio
  • motivi di salute
  • comprovati motivi di lavoro
  • comprovati motivi di natura familiare
  • motivi scolastici e/o afferenti ad attività formative e/o socio-assistenziali
  • altri motivi di urgente necessità

Quest’autocertificazione può essere richiesta dalle Forze dell’Ordine in caso di eventuali controlli e sarà presto pubblicata dal Viminale.

Attualmente un modulo standard non esiste, si potrà compilare il modulo – con opportune modifiche – pubblicato durante la prima ondata.

Altre limitazioni per negozi e centri commerciali

Nelle prossime ore dovrebbe arrivare anche un’ordinanza che, sempre per limitare il contagio del coronavirus, limita gli orari dei negozi della media e grande distribuzione non alimentari.

Nelle giornate di sabato e domenica è disposta la chiusura delle grandi strutture di vendita nonché degli esercizi commerciali al dettaglio presenti all’interno dei centri commerciali

si legge nella bozza della seconda ordinanza della Regione Lombardia.

Fanno eccezione le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e i rivendite di monopoli. Inoltre, insieme ai negozi di generi alimentari sono esclusi dal provvedimento i rivenditori di cibo e accessori per la cura degli animali domestici, quelli di prodotti cosmetici e per l’igiene personale e della casa, nonché i negozi che vendono il necessario per curare le piante.

La bozza ricorda però che queste attività commerciali devono garantire il distanziamento tra le persone di almeno un metro. Si legge ancora: “E’ fatto obbligo sia per gli esercizi commerciali al dettaglio che per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti”.

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