Cambia davanti e arriva il mild hybrid

La Cupra Formentor è una crossover media nata nel 2020. L’auto è stata sottoposta a un restyling piuttosto importante, che ne ha aggiornato il frontale e la parte posteriore; dentro, cambia l’infotainment con uno schermo più grande, e ci sono anche novità meccaniche. La Formentor di questo test è una 1.5 plug-in hybrid da 272 CV (prima era un 1.4 con 245 CV) con la trazione anteriore (c’è pure la versione da 204 CV). L’auto c’è poi con motori a benzina (1.5, 4 cilindri 150 CV con cambio manuale 6 marce, oppure 2.0 da 204, 265, 300 o 333 CV, sempre con cambio robotizzato a doppia frizione DSG) o a gasolio (2.0 da 150 CV con cambio robotizzato). La vera novità (oltre alla scomparsa della più potente VZ5 a cinque cilindri da 390 CV) è, però, l’aggiunta di una versione mild hybrid 48 volt, che monta un 1.5 da 150 CV e il cambio robotizzato a doppia frizione.

Tribale illuminato

Davanti la griglia esagonale è sostituita da una in tre parti, con il logo della casa (un tribale) riposizionato più in alto, nel cofano. Rinnovati anche i fari, che ora integrano tre elementi luminosi dalla forma triangolare e danno al frontale un aspetto grintoso. Stesso stile per le luci posteriori, che sono unite al logo della casa (retroilluminato) al centro del portellone da una striscia a led. Fra le novità, ci sono anche i cerchi in lega di 18” o 19” con un nuovo design. 

Schermo ingrandito

L’abitacolo mantiene il tipico stile corsaiolo, a partire dai sedili contenitivi (con poggiatesta integrato nella struttura della poltrona e rivestimento posteriore che ricorda la fibra di carbonio) e dal volante sportivo con l’impugnatura in ecopelle traforata e con il tasto d’accensione e quello delle modalità di guida posti sotto le due razze. Buona la qualità delle plastiche, e ci sono vistose cuciture color rame a contrasto anche nella cornice delle bocchette dell’aria. Lo schermo dell’infotainment ora misura 12,9” (prima era di 12”), ha un nuovo software e dei comodi widget (icone che semplificano il passaggio da un menù all’altro) che lo rendono intuitivo da usare. Non convincono i tasti a sfioramento per la regolazione del “clima” automatico trizona e del volume della radio. Il colpo d’occhio è notevole, ma sono scomodi da usare mentre si guida.

Il quinto passeggero sta stretto

La Cupra Formentor (che non è cambiata nelle misure, dato che resta sempre lunga 4,45 metri) si conferma abbastanza comoda, visto che quattro adulti (anche alti e di corporatura robusta) riescono a viaggiare senza problemi. Un eventuale quinta persona al centro del divano trae vantaggio dalla seduta piatta, ma l’alto tunnel nel pavimento e il mobiletto (completo di bocchette, comandi del “clima” a sfioramento e due prese Usb) rubano spazio a piedi e ginocchia. Il bagagliaio da 345 litri risente poi della presenza della batteria di trazione: rispetto alle “gemelle” esclusivamente a benzina, perde 75 litri di capacità. 

Si carica alle colonnine “veloci”

Sotto il cofano di questa Formentor plug-in hybrid c’è un 1.5 quattro cilindri turbo da 177 CV che, insieme al propulsore elettrico da 116 CV, porta la potenza di sistema a 272 CV (tutti scaricati sulle ruote anteriori). Il cambio è invece un robotizzato doppia frizione sei rapporti. La batteria al litio ha una capacità netta di 19,7 kWh (prima era di 12,8 kWh) e promette fino a 119 km a zero emissioni (prima, 59 km). Durante la prova, partendo con la “pila” intorno al 90%, la percorrenza stimata dal computer di bordo era di 89 km. L’accumulatore si ricarica sia in corrente alternata (11 kW) in 2 ore e mezza, sia in corrente continua alle colonnine veloci. In questa maniera, sfruttando una potenza massima di 50 kW, si riesce a passare dal 10 all’80% di batteria in poco meno di 30 minuti: tutti questi dati sono molto buoni per una plug-in.

La verve non le manca

L’auto è sempre pronta grazie ai suoi 272 CV. Basta sfiorare l’acceleratore perché la Formentor prenda velocità molto rapidamente, e quando il quattro cilindri si accende per affiancare il motore a corrente lo fa in maniera molto fluida. Anche il cambio convince, con innesti precisi e puntuali che si possono gestire anche dalle pratiche palette dietro al volante. Fra le curve, però, i 1.742 kg a vuoto si fanno sentire, con un po’ di rollio che emerge quando si affrontano i tornanti con brio (e qualche saltellamento sullo sconnesso). Lo sterzo, comunque, è preciso e l’impianto frenante potente. Usando la modalità di guida più sportiva, il rombo del motore cresce di tono e si “intensifica” grazie al supporto di un sistema apposito. Il risultato finale è piuttosto gradevole, ma quando si viaggia in autostrada il “sound” si somma ai fruscii aerodinamici e al rumore di rotolamento.

Punta sulla sicurezza

Possiamo solo stimare il prezzo dell’auto del test (sui 53.000 euro); la versione “base” della Formentor con il 1.5 a benzina da 150 CV viene proposta a un prezzo di 37.200 euro (2.300 euro meno della “gemella” con sistema mild hybrid sempre da 150 CV). La dotazione è completa visto che la guida semiautonoma è di serie su tutte le versioni (il monitoraggio dell’angolo cieco, l’avviso di uscita in sicurezza dall’auto e la frenata automatica in retromarcia si pagano a parte col pacchetto Intelligent Drive Lite da 875 euro) e prevede anche il “clima” automatico trizona, il sistema di apertura e avviamento senza chiave, il volante riscaldato e le frecce posteriori dinamiche.

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