L’andamento dei contagi non rallenta ed anzi accelera, così il Governo Conte II vara un altro DPCM che introduce ulteriori restrizioni su alcune attività e sugli spostamenti degli italiani.

Nel provvedimento firmato congiuntamente dal premier e dal Ministro della Salute Roberto Speranza il 24 ottobre 2020 non vi è il coprifuoco, che però è stato adottato a partire dalle 23 e fino alle 5 del mattino del giorno successivo con provvedimenti regionali in Campania, Piemonte, Sicilia, mentre in Lazio e Calabria il divieto di circolazione è in vigore dalle 24.

I queste regioni lo spostamento deve essere giustificato da motivi di lavoro, salute o urgenza e torna l’obbligo dell’autocertificazione da compilare e presentare agli eventuali controlli.

Non è contenuto neanche il paventato divieto di spostamento tra regioni. Comunque, si legge nel testo, «è fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi».

La stretta è soprattutto sulle attività di ristorazione: dalle ore 18 chiusi bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone, salvo che siano tutti conviventi, mentre dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, quindi nelle adiacenze dei locali. E’ invece consentita l’apertura la domenica e nei giorni festivi e fino alle 24 ristorazione con asporto, sempre con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande delle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.

Nelle strade o piazze dei centri urbani in cui si possono creare situazioni di assembramento può essere disposta la chiusura al pubblico dopo le ore 21.00.

Sono sospese le attività dei parchi tematici e di divertimento, eventi e competizioni sportive degli sport individuali e di squadra dilettantistici, palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali (tranne quelli che erogano servizi per la salute), spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto, le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose, i convegni, i congressi e sono chiusi i comprensori sciistici.

Rimane tutto come prima per quanto riguarda il trasporto pubblico che mantiene l’obbligo di mascherina, il distanziamento di almeno un metro e la capacità massima all’80%: nei mesi scorsi il Comitato Tecnico Scientifico aveva proposto il 50%, ma le aziende del tpl erano insorte chiedendo il 100%. Si è dunque optato per una soluzione a metà strada tra le due istanze, ma ora pare si renda necessario prevedere un potenziamento del parco veicoli attuale.

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