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La fine dei motori termici sembra essere ancora abbastanza lontana. Mentre la Commissione Europea sta riflettendo e studiando proprio in queste settimane tutti i parametri che definiranno entro l’estate la nuova normativa Euro 7, alcune aziende si sono già messe al lavoro per testare dei nuovi tipi di catalizzatori che serviranno per rientrare nei nuovi parametri.

Al Vienna Motor Symposium, che si è tenuto dal 27 al 29 aprile, l’AECC (European Association for Emissions Control by Catalyst) ha presentato un prototipo di sistema che, almeno a livello sperimentale, dovrebbe permettere di abbattere di molto le emissioni date dalla combustione su un motore alimentato a benzina.

Perché

Se il futuro dei motori a gasolio sembra ormai essere segnato definitivamente dai catalizzatori SCR, almeno finché le iniezioni di adblue permetteranno di abbattere nei limiti stabiliti le emissioni, è ancora piuttosto incerto quello dei motori a benzina.

Dotati da alcuni anni ormai del filtro antiparticolato, reso necessario per via dell’innalzamento delle emissioni di particelle a causa dei sempre più presenti sistemi di iniezione diretta, per i piccoli moderni motori a carburante “verde” potrebbe non essere più sufficiente l’attuale sistema di trattamento dei gas di scarico, soprattutto qualora le normative Euro 7 dovessero diventare molto più stringenti delle attuali.

Test RDE, le emissioni si misurano

Progetto ambizioso

Proprio per questo motivo l’AECC ha presentato il suo innovativo sistema, sviluppato in collaborazione con l’IPA (International Platinum Group Metals Association), dotato di due catalizzatori, divisi rispettivamente in 2 e 3 stadi e in grado di separare le particelle in parti molto piccolo.

In fase omologativa di test il prototipo di Golf mild hybrid ha dichiarato valori emissivi di ossidi di azoto (NOx) di 3-10 g/km, molto più bassi rispetto al limite di 60 mg/km della normativa Euro 6 per la stessa auto presa in considerazione. Un risultato di tutto rispetto.

Gli stessi test sono stati condotti anche a temperature rigide, fino a -10 gradi, soprattutto per quanto riguarda le prove di accensione a freddo, evidenziando valori emissivi molto simili a quelli sviluppati in un normale utilizzo a caldo. L’auto utilizzata per il test è stata una Volkswagen Golf 8 eTSI dotata del 1.5 turbo benzina 4 cilindri mild hybrid a 48 volt da 150 CV.

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