F1 GP di Spagna: testa a testa

Il GP di Spagna di F1 ha decretato l’ennesimo successo di Hamilton ed una strategia perfetta della Mercedes, ma come sono andati gli altri? Scopriamo il confronto tra i vari compagni di squadra nel nostro testa a testa.

Hamilton VS Bottas: un confronto impari

Uno è nel suo stato di grazia: subisce un sorpasso dal diretto concorrente per il titolo piloti, accetta la strategia dei box e lo supera nel finale; l’altro continua ad arrancare nonostante una monoposto che tutti i piloti vorrebbero. Infatti, se Hamilton vola, Bottas non riesce a contendere la scena a Verstappen, e in partenza si vede superare anche da Leclerc. Due stati d’animo differenti per due driver che corrono con stimoli ed ambizioni nettamente diversi.

Verstappen VS Perez: il divario prestazionale che inizia a farsi sentire

Se Verstappen può recriminare per non poter contare su una monoposto degna della Mercedes come nella prima gara stagionale, Perez deve iniziare a compiere un esame di coscienza. Infatti, dal messicano ci si aspetta molto di più, perlomeno in gara, e forse, con il suo contributo, l’olandese non si sarebbe trovato a combattere per l’ennesima volta da solo contro due Mercedes. Marko prende appunti e se le cose non migliorano non si escludono sorprese per il prossimo futuro.

Leclerc VS Sainz: quando Charles da il massimo Sainz diventa una seconda guida

Nonostante le buone intenzioni e la gara di Casa, Sainz non è stato all’altezza di Leclerc in Spagna, il monegasco ha chiuso con un fantastico quarto posto, dimostrando di essere un valore aggiunto per la Ferrari, e per alcuni giri in molti hanno addirittura sperato in un podio: un risultato quasi impossibile da pronosticare con tutte e quattro le monoposto di vertice in gara. Sainz ha perso il duello con Ricciardo, che guidava la reale antagonista della Ferrari in questa stagione, la McLaren; mentre Leclerc ha superato persino una Mercedes al via. Iniziano a delinearsi i reali valori in campo e le gerarchie all’interno del box delle rosse.

Norris VS Ricciardo: Daniel inizia a prendere le misure alla McLaren

Rispetto alle altre gare, perlomeno sul giro secco, tolte le fasi iniziali delle qualifiche, la McLaren non è apparsa la freccia che abbiamo visto negli appuntamenti precedenti, e soprattutto Norris è stato la brutta copia del pilota visto fino ad ora. Per la prima volta in qualifica è stato superato da Ricciardo, che ha battuto l’inglese anche in gara, dove è arrivato sesto tenendosi dietro la Ferrari di Sainz. Norris dal canto suo ha chiuso il GP di spagna con un ottavo posto incolore, ed a Monaco tutti aspettano Ricciardo che si è autocandidato per la vittoria finale. Vedremo se manterrà la promessa, ma intanto Norris inizierà a guardare con più preoccupazione l’australiano e forse in McLaren si riderà di meno e si correrà di più. Fin quando le cose sembrano semplici e la concorrenza interna non si accende l’atmosfera può apparire anche rilassata, ma quando gli avversari recuperano, vedi Ferrari, e i due piloti iniziano a sfidarsi sul serio, gli equilibri cambiano.

Gasly VS Tsunoda: troppo Wasabi per il giapponese

L’atteggiamento di Tsnuoda nelle qualifiche non è certo stato d’aiuto al team, e per un rookie non rappresenta un bel biglietto da visita, lamentarsi della monoposto nel team radio per poi scusarsi sui social ne sottolinea un’immaturità di fondo che andrà smussata. Gasly dal canto suo ha fatto quello che era in suo potere con una vettura che a Barcellona è apparsa meno performante, ma ha guadagnato comunque un altro punto mondiale, mentre Tsunoda in gara è stato costretto a fermarsi per un problema tecnico. Verranno gare migliori, per entrambi, ma intanto Gasly mette a frutto la sua esperienza e Tsunoda continua il suo apprendistato.

Vettel VS Stroll: il campione tedesco è in caduta libera

Se un quattro volte campione del mondo non fa meglio di un buon pilota ma con una bacheca decisamente più sgombra, come può essere Stroll, allora c’è da preoccuparsi. Le qualifiche dello scorso GP avevano illuso tutti che Vettel fosse tornato, ma niente, il campione tedesco continua ad essere l’ombra di se stesso, e siamo già a 4 gare con l’Aston Martin. Ieri in qualifica l’ennesima prestazione opaca, oggi un 13esimo posto che non fa gridare certo al miracolo: ormai non ha più scuse, anche se la macchina non l’aiuta. Mi viene in mente il film “Top Gun” quando il compagno di volo del protagonista nella scena finale comunicava alla base un laconico: “Maverick non combatte”. Stroll oggi non è andato a punti, si è fermato all’undicesima posizione, ma almeno ha lottato, ci ha provato, ed ha fatto tutto quello che era in suo potere, attualmente il vero capitano della squadra è lui.

Alonso VS Ocon: l’asturiano ha la sindrome di Valentino Rossi

Alonso rispetto a Vettel mostra più dignità in pista, prova a contrastare gli avversari, si lancia in duelli, ma il fatto che alla fine non ottenga nulla la dice lunga sul suo momento no, e di quanto sia difficile tornare in F1 da protagonisti. I distacchi tra le monoposto si sono accorciati, e il 2 volte campione del mondo sembra una sorta di Valentino Rossi su 4 ruote, ma la sua tenacia lascia spiragli di miglioramento e accende la speranza di un recupero della competitività di un tempo, però il fatto che non sia riuscito a fare meglio di Ocon nella gara di casa lascia perplessi. Il suo compagno di squadra è andato decisamente meglio in qualifica, ma durante il GP non è stato quello delle prove ufficiali, alla fine comunque ha concluso nono, mentre Alonso 17esimo, proprio come Valentino Rossi nell’ultima gara di MotoGP…

Russell VS Latifi: i piloti Williams fanno quello che possono ma Russell ha una marcia in più

La Williams è condannata a lottare nelle retrovie e questo era assodato da inizio stagione, per quanto ci si aspettava dei miglioramenti dalla squadra in questione. Russell continua a fare la differenza in qualifica, quando può, mentre in gara offre prestazioni meno incisive, per quanto nell’unica corsa con la Mercedes aveva fatto vedere che poteva tranquillamente stare in testa con la monoposto giusta. Quindi, non può fare altro che attendere un sedile o una vettura migliore e mettersi in mostra nelle prove, anche perché quando lotta con accanimento viene richiamato all’ordine, si veda il rimprovero di Wolff dopo lo scontro con Bottas ad Imola. Latifi, meno talentuoso di uno dei nuovi fenomeni della F1 attuale, prova a contrastarlo, a volte lo avvicina, ma alla fine deve guardarsi più dalle Haas che pensare ad impensierirlo.

Raikkonen VS Giovinazzi: Ice Man si scioglie di fronte ad Antonio

Lasciate stare l’ordine d’arrivo, Giovinazzi, 15esimo, oggi avrebbe lottato per la zona punti, e forse avrebbe portato a casa un risultato appagante, se non fosse stato per il disastro andato in scena nel box del Biscione durante il cambio gomme. Antonio è ormai stabilmente più veloce di Raikkonen che sembra sciogliersi di fronte al talento maturo del pilota italiano. Ice Man in gara ha gestito in maniera perfetta il treno di gomme gialle montato prima della partenza, ma non è andato oltre la 12esima posizione, e sembra sempre più spento, tanto che già si vocifera che lascerà il sedile a Mick Schumacher.

Schumacher VS Mazepin: il bravo ragazzo mette in riga il rookie ribelle

Mentre Schumacher continua a studiare, a cercare di migliorare in qualifica, per poi fare il massimo in gara, Mazepin è sempre di più nel mirino dei suoi colleghi. Leclerc e Norris sono solo gli ultimi due che ne hanno commentato le gesta poco apprezzate in pista, ed oggi durante la gara anche Toto Wolff, preoccupato che ostacolasse Hamilton, ha chiesto a gran voce le bandiere blu. Come dire, due approcci diversi alla F1 moderna. Vedremo se Mazepin diventerà più attento alle traiettorie altrui nei prossimi appuntamenti e se riuscirà ad esprimersi al meglio con una Haas dalla guida nervosa, allo stesso tempo c’è curiosità sul percorso di Schumacher che sta crescendo nell’ambiente giusto, in un circus iridato in cui, lo ripeterò sempre, portare quel cognome non sarebbe facile per nessuno. Un’altra cosa, con il suo budget Mazepin sta consentendo alla Haas di rimanere in F1, questo non lo giustifica in certi frangenti, ma a modo suo sta contribuendo a salvare un team.

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