Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, ha rivelato che la Rossa ha lavorato duramente per superare una debolezza che l’ha penalizzata nella lotta mondiale con la Mercedes nel 2017 e nel 2018


5 aprile 2022

La stagione 2022 è cominciata sotto i migliori auspici per la Ferrari, le cui prestazioni, pur a fronte di scelte tecniche differenti, convergono con quelle della Red Bull. Tanto da rendere decisive delle decisioni a livello di assetto, come successo a Jeddah. Ma un campionato da 23 gare non è uno sprint, bensì una maratona. E la capacità di mantenere un ottimo livello di competitività passerà necessariamente dal programma di sviluppo della F1-75.

Lo sa bene il team principal della Ferrari, Mattia Binotto. Partendo dal presupposto che “mantenere il ritmo degli aggiornamenti nel corso di una stagione sia sempre sfidante. Non solo per noi, ma anche per le altre scuderie”, il team principal della Rossa ha spiegato ad Autosport che proprio le capacità di sviluppo sono state uno dei talloni d’Achille della scuderia di Maranello in tempi recenti. “I nostri rivali – osserva – sono molto forti da quel punto di vista, e lo hanno dimostrato, mentre noi della Ferrari, nelle ultime occasioni che abbiamo avuto, nel 2017 e nel 2018, abbiamo perso un po’ di terreno nello sviluppo”.

Riavvolgendo il nastro, e tornando alle lotte con la Mercedes di qualche anno fa, si ravvisa effettivamente la tendenza a plafonare dopo la pausa estiva, a differenza della concorrenza. Ma negli anni a corto di possibilità mondiali la Ferrari ha lavorato proprio per superare questa debolezza. Come? Lo spiega Binotto: “Credo che a livello di progettazione delle monoposto abbiamo migliorato i nostri strumenti, cioè le metodologie e i processi della galleria del vento e il simulatore. Ritengo che oggi siamo preparati molto meglio rispetto al passato per fare il nostro lavoro anche sullo sviluppo”.

E proprio lo sviluppo della F1-75 sarà cruciale per continuare a coltivare quelle speranze mondiali che i tifosi della Ferrari cominciano a nutrire grazie a un inizio di campionato da sogno, se paragonato agli ultimi anni. A favore della Rossa depone l’ottima correlazione tra i dati delle simulazioni e il comportamento in pista, ancora più cruciale con il budget cap. Visto il tetto agli esborsi, i top team non possono più permettersi di adottare aggiornamenti fallimentari a cuor leggero. E così, essere sicuri di azzeccare al primo colpo diventa fondamentale.

Si prospetta una corsa allo sviluppo che potrebbe avere approcci diversi, dovuti in parte anche alle circostanze e alla bontà del progetto originale. Potrebbero esserci delle cicale, pronte a spendere molto subito e a dover arrancare più tardi. Altri, invece, potrebbero rivelarsi delle formichine, capaci di risparmiare oggi per spendere a fine stagione. L’efficacia di queste strategie dipenderà da due fattori. Prima di tutto, il salto di qualità dovuto agli aggiornamenti. E in secondo luogo, l’importanza di avere un progetto già valido dal principio. La Ferrari F1-75 è nata sotto una buona stella. E a Maranello hanno lavorato molto per far sì che possa crescere tanto quanto gli altri, rimediando alla debolezza che l’ha fermata in passato.   

 

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