La sconfitta della Ferrari a Miami è un brutto segnale? Ecco cosa ne pensano i protagonisti di DopoGP, l’approfondimento di Automoto.it sulla Formula 1


10 maggio 2022

La Ferrari nel Gran Premio di Miami ha colto un secondo e un terzo posto, con Charles Leclerc e Carlos Sainz. Un risultato, questo, che ha consentito alla scuderia di Maranello di mantenere il comando di entrambe le classifiche mondiali. Ma la vittoria di Max Verstappen deve preoccupare il Cavallino? Ecco cosa ne pensano i protagonisti di DopoGP, l’approfondimento sulla Formula 1 di Automoto.it

Paolo Ciccarone

Verstappen ha regolato la pratica Sainz alla prima curva. Carlos aveva un solo compito, tenersi alle spalle Max. Non ci è riuscito. Dopo il sorpasso al nono giro di Verstappen su Leclerc, la gara ha preso una direzione ben precisa fino alla Safety Car, che ha annullato i distacchi. Con il cambio di mescola la Ferrari era molto più competitiva rispetto a prima, ma non è bastato. E se Perez non avesse avuto problemi alla power unit, probabilmente avremmo assistito a un’altra doppietta Red Bull, come accaduto a Imola. 

In questo momento la Red Bull è la scuderia più solida. Nel momento in cui la Ferrari ha cominciato a subire una pressione maggiore, qualcosa ha cominciato a scricchiolare, e non parlo solo degli incidenti di Sainz, che cominciano a essere troppi. L’altro elemento che fa capire che si sta giocando sul filo dei nervi sono i pit stop. Red Bull si mantiene sui 2,5 secondi, come un martello. La Ferrari impiega cinque secondi con Sainz per un problema nel fissaggio della gomma e 3,3 secondi con Leclerc. Lungaggini che si aggiungono a ciò che la Ferrari perdeva in pista. Quando aumenta la pressione è più facile sbagliare. La Red Bull viene da un anno di lotta contro la Mercedes in cui ha sbagliato poco. Ha un’attitudine alla vittoria che la Ferrari, in questo momento, deve ancora costruire. 

Diletta Colombo

È interessante vedere come la Ferrari, con il suo carico maggiore, sia stata molto performante in qualifica, ma questa caratteristica l’ha penalizzata in gara. La configurazione adottata dalla Rossa avrebbe dovuto agevolarla nella gestione delle gomme rispetto alla Red Bull, ma così non è stato, in particolare con le medie. È stata questa una delle chiavi della gara. Per il futuro, invece, il nodo sarà lo sviluppo. Possiamo discutere quanto vogliamo della situazione attuale, ma molto dipenderà dagli aggiornamenti. In casa Ferrari si attende un pacchetto sostanziale a Barcellona, circuito che credo possa offrire un quadro più completo dei valori in campo rispetto a una pista come quella di Miami.

In Florida non c’è stata storia. Verstappen si è sbarazzato di Sainz dopo pochi metri, e poi è stata la volta di Leclerc, in difficoltà con le gomme medie. La Ferrari era convinta di poter utilizzare a proprio favore il fatto che riesca a mandare in temperatura in maniera veloce le gomme per attaccare Verstappen alla ripartenza, ma così non è stato. Alla fine è arrivato un doppio podio, ma il modo in cui Verstappen ha vinto è preoccupante. Max non veniva da un weekend facile: venerdì aveva girato pochissimo e sabato aveva commesso un errore in qualifica. Nonostante tutto questo, è riuscito a portarsi a casa una vittoria, la terza stagionale. Non solo: Verstappen ha vinto tutte le gare che ha concluso. Se la Red Bull dovesse risolvere il nodo dell’affidabilità, per la Ferrari diventerebbe ancora più importante portare in pista aggiornamenti efficaci.

Francesco Tassi

Non mi è piaciuta la prestazione di Carlos Sainz, i cui errori potrebbero essere un elemento chiave. Ha sbattuto di nuovo nelle prove libere, e credo che la sua partenza abbia pregiudicato in gran parte le possibilità di vittoria di Leclerc. Quanto al confronto con la Red Bull, Mattia Binotto ha parlato di un deficit prestazionale di due decimi rispetto alla rivale per il titolo. Non so se sia un dato veritiero, ma la Red Bull al momento ha una prestazione che desta preoccupazioni agli avversari. E Ferrari, numeri alla mano, non può permettersi di fare gestione dopo cinque gare.

Emiliano Perucca Orfei

Sainz in questo momento è forse la nota dolente della Ferrari. È arrivato terzo, ma ha sbattuto durante il weekend e in partenza non si è tenuto alle spalle Verstappen, anche se gli va riconosciuta l’attenuante di essere partito dal lato sporco della pista. Credo che ora, vedendo la condotta in pista, Perez sia un compagno di squadra più efficace rispetto a Sainz. E la Red Bull, in questo momento, si sta dimostrando più completa. 

A ben vedere, negli ultimi dieci anni la Red Bull, nonostante non abbia sempre azzeccato la macchina, è sempre stata vicina al vertice, con alcuni punti di forza rimasti invariati nel tempo. Strategie azzeccate, cambi gomme rapidi: sono caratteristiche che identificano il lavoro di quel team indipendentemente dalla vettura che usano. Se poi hanno anche a disposizione una monoposto competitiva, possono andare lontano. Tanto di cappello per la loro capacità di restare al top anche senza vincere mondiali.

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