La capricciosa estate di Silverstone ha dato vita a delle qualifiche entusiasmanti in Gran Bretagna, dove è spiccata una Mercedes ritrovatasi nella finestra di utilizzo ideale. In Ferrari, invece, il ritorno alla configurazione di Imola ha portato più stabilità, ma non un’iniezione di performance


6 luglio 2024

Forse era destino che fossero tre inglesi a classificarsi nelle prime tre posizioni delle qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna 2024 di Formula 1, in una giornata in cui la capricciosa estate britannica ha dato il meglio di sé, scaricando pioggia e vento a intermittenza sull’esposto circuito di Silverstone. George Russell e Lewis Hamilton hanno messo a segno un 1-2 Mercedes difficile da pronosticare alla vigilia in una lotta sul giro secco affascinante.

A rendere le qualifiche di Silverstone così appassionanti hanno pensato diverse variabili concatenate, cominciando dall’apporto del pilota per passare all’efficacia della monoposto nella finestra di utilizzo in un determinato momento e terminare con le tempistiche del giro secco in correlazione con l’evoluzione della pista. E alla fine l’ha spuntata una Mercedes che, per ammissione dei suoi piloti, oggi sembrava sui binari.

Dopo un peregrinare in cerca di una soluzione ai capricci delle sue ultime nate, passando come sulle montagne russe dal sovrasterzo al sottosterzo, in Mercedes devono aver trovato l’equilibrio perduto. E le condizioni fredde e miste in cui si è svolta la qualifica di oggi sembrano aver acceso la W15, portandola nella finestra di utilizzo ideale e consentendo a Russell ed Hamilton di trovare il tasto giusto da toccare per fare meglio di Lando Norris, terzo classificato con una McLaren che si dimostra con tutta probabilità la vettura più versatile, capace di non inciampare nelle condizioni più disparate.

A separare Norris e Piastri pensa uno dei delusi della giornata, Max Verstappen, autore di un errore nella Q1 che gli è costato carissimo. Dopo aver studiato in un run iniziale con le intermedie dove spingere con le soft, Verstappen è rimasto schiacciato dalla pressione di dover cogliere un tempo con le morbide prima che la pioggia tornasse a cadere, finendo per rovinare nella ghiaia e danneggiando il fondo.

Alla stampa presente in pista Verstappen ha parlato di iniziali danni catastrofici al fondo, prima che alcuni pezzi rimasti appesi per un soffio fossero rimossi dai tecnici. Ma al netto di un’eventuale sovrastima del problema, è indubbio che l’errore di Verstappen abbia avuto un peso notevole nell’economia della sua qualifica, tanto da fargli dire che in fondo il quarto posto così male poi non è, soprattutto se comparato al disastro combinato dal suo compagno di squadra.

Sergio Perez ha insabbiato la sua Red Bull RB20 nella ghiaia prima ancora di poter cogliere un giro con le soft, scatenando la crudele risata di una parte della sala stampa presente a Silverstone. Ma ancora più dura è stata, se possibile, la reazione di Christian Horner, la cui espressione disgustata subito dopo l’incidente parla più di mille chiacchiere. Nel momento in cui nel paddock si rincorrono le voci di una sua possibile sostituzione con Daniel Ricciardo, arriva la giornata più nera di Perez, talmente poco lucido da lamentarsi via radio di non essere spinto fuori dalla ghiaia, un aiuto da tempo non consentito dal regolamento.

Non si sorride nemmeno in casa Ferrari, con il settimo posto di Carlos Sainz e l’undicesimo di Charles Leclerc. Dopo le prove di comparazione di ieri, la Rossa ha scelto di tornare sui suoi passi, riproponendo la configurazione di Imola per entrambi i piloti. Che la Ferrari avrebbe faticato su una pista ricca di curve veloci come Silverstone era facilmente preventivabile dopo le ultime gare, e la scuderia di Maranello dopo le dovute verifiche ha deciso per un cambio che non ha restituito performance, ma quantomeno ha reso la SF-24 più costante nel suo comportamento nelle curve veloci.

Risultano così corrette le impressioni avute ieri sulla Ferrari SF-24 in configurazione “Barcellona”, capace di essere potenzialmente più veloce, ma nel contempo più difficile da domare. E nel cambio di rotta a perdere di più è stato Leclerc, che ieri aveva sfruttato la versione più recente della SF-24. L’imprecisione in uscita dalla Becketts che ha guastato il giro di Leclerc nella Q2 è figlia dell’impossibilità di provare il giro buono con le soft nelle FP3 di stamattina, fortemente condizionate dal maltempo.

La Ferrari si ritrova pure attardata rispetto a Nico Hulkenberg con la Haas. Fa specie che un motorizzato Ferrari sia davanti alla scuderia ufficiale, ma viene da pensare che sia più merito di Hulkenberg che demerito della Rossa. Sfruttando la sua VF-24 aggiornata, Hulkenberg ha ancora una volta fatto sfoggio della capacità di estrarre tutto l’immaginabile dal proprio pacchetto, gomme comprese, su un giro secco in condizioni miste. Gli valse la pole nel 2010 a Interlagos con la Williams, ed è tornata utile pure oggi.

I capricci dell’estate isterica di Silverstone dovrebbero continuare anche domani, sparigliando le carte in tavola. Ma se Verstappen si dice fiducioso di poter approfittare di un meteo ballerino, Carlos Sainz è apparso scettico. “Che sia asciutto o bagnato poco importa”, ha risposto a una nostra domanda in merito alla possibilità che il ritorno alla configurazione di Imola possa dare fiducia in caso di pioggia. Forse, dopotutto, bisogna essere davvero figli di questa terra per approfittarne. O, tornando con i piedi per terra, serve una monoposto solida, capace di essere un’ancora in acque turbolente.

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