Meglio portare aggiornamenti prima, nella speranza di accumulare un vantaggio competitivo da sfruttare più avanti, o centellinare gli upgrade per avere maggiori risorse a fine stagione? Gli approcci di Red Bull e Ferrari sono diversi


12 maggio 2022

La cura dimagrante della Red Bull RB18 non si ferma, dopo la dieta lampo perfezionata per essere pronta per la prova costume di Imola. Secondo quanto riporta De Telegraaf, la scuderia di Milton Keynes sta preparando un aggiornamento per Barcellona che consentirà alla monoposto di perdere un’altra taglia, con una diminuzione di peso quantificabile intorno ai 3-5 kg. Stando al superconsulente Helmut Marko, questo upgrade porterebbe finalmente la RB18 a raggiungere il peso minimo di 798 kg previsto dal regolamento 2022.

Ma a Barcellona sono attesi sostanziosi aggiornamenti anche in casa Ferrari. L’upgrade programmato per il GP di Spagna – il primo significativo della stagione – prevede, secondo le indiscrezioni, pure un nuovo fondo, per contrastare il porpoising. A confermare l’arrivo di novità importanti sulla F1-75 è stato il team principal della Rossa, Mattia Binotto, che – senza entrare troppo nel dettaglio degli interventi – ha spiegato che l’obiettivo degli aggiornamenti è quello di chiudere il deficit prestazionale nei confronti della Red Bull riscontrato a Miami.

È evidente che le due scuderie in lotta per il mondiale stiano adottando un approccio molto diverso allo sviluppo. La Red Bull ha puntato su un’evoluzione notevole della RB18 dai test a Barcellona ad oggi, con soluzioni aerodinamiche ad hoc e, soprattutto, gli interventi per limare il peso. La Ferrari, invece, è sostanzialmente rimasta invariata. La F1-75 che abbiamo visto in pista a Miami, dopotutto, non è molto diversa dalla versione che ha debuttato a febbraio.

La Red Bull ha cominciato la corsa agli aggiornamenti con un piglio aggressivo, come la cicala che non si cura dell’inverno. La Ferrari, invece, si sta comportando da formichina, centellinando gli upgrade per risparmiare risorse per il prosieguo del campionato. E con il budget cap, il freddo arriverà eccome. Le scuderie non possono più permettersi di darsi alle spese più sfrenate senza colpo ferire, frenate solo dai budget – faraonici, nel caso dei top team – stanziati dalle loro controllanti. 

La lotta per il mondiale acquisisce così un’ulteriore interessante dimensione. Perché non è solo questione dell’efficacia degli aggiornamenti, ma anche del tempismo con cui vengono portati in pista e del modo in cui vengono dilazionati nel tempo. Chi è partito in quarta per recuperare potrebbe non avere lo slancio giusto per la fine del mondiale, avendo investito risorse troppo presto con il budget cap a limitare le spese. D’altro canto, chi ha deciso di risparmiare oggi per spendere più avanti potrebbe perdere troppo terreno per recuperare.

Ma la stessa bontà degli aggiornamenti diventa ancora più importante. Sprecare soldi non è mai stato un buon modus operandi per le scuderie, ma lo è ancora meno se è in essere un tetto alle spese. Eventuali buchi nell’acqua peserebbero come un macigno nell’economia dell’intera stagione, così come potrebbero farlo incidenti al di fuori delle risorse accantonate proprio per questa eventualità.

Solo il tempo ci dirà quale sia l’approccio vincente tra la filosofia della cicala Red Bull e quella della formichina Ferrari. Una cosa è certa: il quadro dei valori in campo, destinato a diventare più chiaro a Barcellona, è destinato a cambiare. Non solo per l’inevitabile convergenza tecnica verso le soluzioni più efficaci, ma anche in base alle strategie di sviluppo dei team che possono arrivare a sforare il budget cap. Perché per loro l’inverno potrebbe farsi ben più rigido.  

Clicca qui per visitare la pagina dell’autore