Dopo due weekend di gara positivi, ma su piste decisamente atipiche, in Francia la Ferrari è tornata con i piedi per terra. E il ritorno alla realtà è stato brusco. Come di consueto quest’anno, la Rossa è riuscita a cavarsela in qualifica, con un quinto e un settimo posto, ma è scivolata sul passo gara. Il risultato di queste ambasce è un doppio zero – sia Carlos Sainz che Charles Leclerc si sono classificati fuori dalla zona punti – che pesa come un macigno in ottica mondiale. I due punti di vantaggio sulla McLaren si sono trasformati in un deficit di 16 lunghezze, e il terzo posto è andato a farsi benedire.

A incidere, in questo senso, è stato il fatto che la Ferrari non abbia capitalizzato al massimo le sue potenzialità nelle due gare in cui poteva farlo. La mancata partenza di Leclerc a Montecarlo ha influito parecchio. Mentre la McLaren è riuscita a tenere botta su tracciati a lei poco congeniali, toccando addirittura il podio con Lando Norris proprio nel Principato. Sta tutta qui l’origine dello svantaggio attuale in classifica. E il motivo per cui la Rossa, tendenzialmente, non raccoglie in gara quanto semina in qualifica, è lo stesso per cui sul giro secco si esalta.

Il problema della SF21 nella gestione delle gomme riguarda gli pneumatici anteriori. La monoposto della Rossa per la stagione 2021 scalda praticamente subito le coperture, consentendo a Sainz e a Leclerc di essere immediatamente efficaci sul giro secco. Ma la diretta conseguenza di questa efficacia è un consumo eccessivo delle gomme in gara, perché tendono a surriscaldarsi. La finestra ottimale di utilizzo delle gomme in casa Ferrari, in buona sostanza, è veramente piccola. E in Francia si è visto chiaramente.

Ad incidere sulla gestione delle gomme, per tutti i piloti che partivano con le medie, è stato il fatto che la pista si fosse pulita a causa della pioggia di domenica mattina. Con un tracciato green, diminuisce il grip e aumentano i pattinamenti, che non fanno altro che esacerbare il degrado degli pneumatici. Il problema era comune, come anticipato. Ma la Ferrari ha sofferto decisamente più degli altri. Lo si è visto chiaramente quando la Rossa con Charles Leclerc ha perfezionato un potente undercut, che non è servito a granché, dal momento che le difficoltà di Charles con il passo lo hanno condannato ad essere ben risucchiato nelle propaggini meno nobili della classifica.

Il caso della Francia è eclatante, ma inevitabilmente il problema nella gestione delle gomme si ripresenterà. E il guaio è che non esiste una soluzione immediata. Il motivo lo ha spiegato il team principal della Rossa, Mattia Binotto. Parlando ai microfoni di Autosport, Binotto ha rivelato che l’inconveniente potrebbe essere risolto solo intervenendo su componenti congelate secondo i dettami del regolamento tecnico di questa stagione. E ha ipotizzato che a pesare sul passo gara della Ferrari possano essere i cerchi, non in grado di smaltire calore in maniera efficace.

Ma i cerchi, oltre ad essere impiegati per la gestione delle gomme, possono anche espletare una funzione aerodinamica. E forse la Ferrari non è riuscita a trovare il giusto compromesso tra le sue esigenze. A prescindere da queste supposizioni, il problema, se effettivamente riconducibile ai cerchi, è destinato a continuare, e a manifestarsi in maniera più pervicace sulle piste con curvoni veloci e nel caso in cui il caldo si faccia sentire con prepotenza. E questa non può essere una buona notizia per il Cavallino rampante.

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