Inizialmente era conosciuta come sprint race, poi è diventata sprint qualifying. La sostanza comunque non cambia: si tratta della gara lampo da 100 km che determinerà lo schieramento del Gran Premio di Gran Bretagna 2021 di Formula 1 a Silverstone. Il debutto del nuovo format di gara si consumerà a casa loro – come avrebbe detto Sebastian Vettel nel 2018 – in quella che in un certo senso è stata la culla della Formula 1, visto che il primo GP della storia, il 13 maggio del 1950, si disputò proprio a Silverstone. Anche in questo caso, si tratta di un cambiamento epocale. Ma come funzionerà il weekend di gara con la sprint qualifying? Ve lo spieghiamo per punti. 

 

Come sarà organizzato il weekend di gara?

Con il format che sarà sperimentato per la prima volta a Silverstone, il venerdì diventa un giorno già decisivo. Il programma prevede una sola sessione di prove libere, nel primo pomeriggio, seguita dalle classiche qualifiche, che determineranno lo schieramento della sprint qualifying di sabato pomeriggio. Per consentirne la visione ad un pubblico più ampio, andranno in scena in serata, in orario da aperitivo. Il sabato verrà disputata una seconda sessione di prove libere, mentre nel pomeriggio sarà la volta dell’attesa sprint qualifying, della durata di circa mezz’ora. Saranno percorsi 100 km, che, nel caso di Silverstone, equivalgono a 17 giri. Nessun cambiamento, invece, per la domenica, con la gara disputata con le solite modalità.

 

Chi sarà il poleman statisticamente?

Il poleman, statisticamente, non sarà chi otterrà il miglior tempo nelle qualifiche di venerdì, ma il vincitore della sprint qualifying, che, di fatto, scatterà dalla pole position nella gara di domenica. 

 

Verranno assegnati punti nella sprint qualifying?

Sì, ai primi tre classificati. Il vincitore della sprint race otterrà tre punti, il secondo due e il terzo uno. Non ci sarà però una cerimonia di premiazione sul podio, per mantenere inalterata la sacralità – e, di conseguenza, anche l’esclusività – del Gran Premio di domenica. Il post sprint qualifying sarà sulla falsa riga di quanto accade dopo le qualifiche, con una piccola celebrazione. Prima della gara da 100 km, i giornalisti e gli ospiti presenti potranno recarsi sullo schieramento, ma non sarà suonato l’inno della nazione ospitante. 

 

Cosa cambierà nella gestione delle gomme?

Innanzitutto, nelle qualifiche del venerdì potrà essere utilizzata solamente la mescola soft, la più tenera delle tre scelte da Pirelli per ciascun weekend di gara. Questo implica un cambiamento molto importante: tutti i piloti saranno liberi di prendere il via del GP di domenica con il compound che preferiscono. Decade, cioè, la regola che impone ai primi dieci classificati delle qualifiche di partire con la gomma con cui si sono qualificati nella Q2. Si tratta di un antipasto in vista dell’abolizione totale di questa normativa, cancellata dal regolamento sportivo per la stagione 2022 di Formula 1. 

Il numero di treni di gomme forniti da Pirelli per l’intero weekend scende da 13 a 12, con due set di hard, quattro di medie e sei di soft a disposizione di ciascun pilota. In caso di pioggia, saranno utilizzabili sei treni di intermedie e tre di full wet. Nel corso delle qualifiche sprint, verrà utilizzato un solo set di gomme: non sono infatti previsti pit stop. Così come per il GP di domenica, anche per la sprint qualifying la scelta della mescola sarà libera. Resta invece valida la regola che impone di riservare un set di medie e uno di hard in vista del GP. 

 

Come si lavorerà nelle due sessioni di prove libere?

Il format, come anticipato, prevede due sessioni di prove libere, da un’ora ciascuna. Nelle FP1, potranno essere utilizzati due set di gomme. Molto probabilmente verranno impiegate le hard, per lavorare sull’assetto della monoposto in modo veloce. Potrebbe anche essere sfruttato un treno di soft, per una simulazione del ritmo sul giro secco. I long run con carico cospicuo di carburante saranno invece svolti nelle FP2, per capire meglio il passo e il degrado delle gomme in vista della sprint qualifying e della gara. 

 

Come funziona il parc fermé?

Le monoposto in lizza entreranno in regime di parc fermé dopo le FP1, in vista delle qualifiche. C’è però spazio di manovra per dei piccoli accorgimenti in vista delle FP2. Il discorso diventa diverso per il materiale soggetto ad usura, come la frizione di Aston Martin, Alpine e McLaren, che hanno chiesto alla FIA – e ottenuto – il permesso di cambiare la frizione dopo la sprint qualifying, visto che il componente è stato pensato per un utilizzo di circa 350 km. La Ferrari, invece, ha fatto domanda di poter sostituire dischi e pastiglie dei freni senza limiti. 

Nel caso in cui la temperatura ambientale cambi in modo significativo – almeno 10 gradi secondo il meteo della Federazione – potranno essere effettuate modifiche al raffreddamento dei freni e delle power unit. Se, invece, un’ala dovesse essere danneggiata nel corso della sprint qualifying, i team potranno sostituirla con un componente utilizzato in precedenza senza incorrere in una penalità. Tra le qualifiche e la sprint qualifying, infine, sono permessi aggiustamenti o cambiamenti alle sospensioni.

 

Cosa succederebbe in caso di sostituzione di un elemento della power unit soggetta a penalità?

Per evitare che i team approfittino delle maggiori possibilità di sorpasso offerte sulla carta dalla sprint qualifying per alleggerire l’effetto di una penalità per la sostituzione di uno o più componenti della power unit, si è deciso che le sanzioni saranno scontate nel GP di domenica. Se, quindi, sulla vettura di un pilota dopo le qualifiche di venerdì fosse sostituito il cambio prima dei sei GP previsti dal regolamento o qualche elemento della power unit, questi retrocederebbe nella griglia del Gran Premio.

 

Come verranno scontate le penalità sportive?

Nel caso di penalità in tempo, vista la mancanza di pit stop nel corso della sprint qualifying, la sanzione dovrà essere scontata nel corso della prima sosta della gara di domenica. Se l’infrazione commessa nel corso della sprint qualifying dovesse essere più grave, e quindi punita con un drive-through, il pilota la sconterebbe nel momento della comunicazione da parte della direzione gara, durante la gara da 100 km. Se, infine, una penalità fosse comminata dopo la fine della sprint qualifying, sarebbe sommata al tempo del pilota nella corsa breve. 

 

Si vedranno davvero più sorpassi?

Secondo i dati elaborati dalla FIA, la sprint qualifying dovrebbe portare ad un aumento dei sorpassi, salendo da una media di 44 a 68. Il software, tuttavia, non può inserire nei propri calcoli l’approccio che avranno i singoli piloti. Essere protagonisti di un incidente nel corso della gara sprint del sabato pomeriggio, di fatto, potrebbe rovinare l’intero weekend di gara. Il gioco vale davvero la candela, soprattutto per chi lotta per posizioni importanti nel mondiale? Lewis Hamilton, di recente, ha esternato la paura che la sprint qualifying si trasformi in un avvilente trenino. Quanto saranno disposti a rischiare i piloti lo scopriremo solo all’atto pratico, sabato pomeriggio. 

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