Stavolta volano gli stracci fra la FIA e il suo presidente, Ben Sulayem, e Liberty Media. Una lettera firmata dagli avvocati del gruppo americano, che cura e gestisce i diritti commerciali sul mondiale F.1, dallo studio legale Woodward Hill e Wilms è stata indirizzata al consiglio mondiale della FIA come riporta il collega Andy Benson della BBC. In questa lettera si contestano le “gravi interferenze in materia commerciale commesse dal presidente della FIA in relazione alle voci di acquisto (da parte del fondo sovrano Saudita, il PIF ovvero Public Investment Fund, lo stesso che ha costruito il tracciato di Jeddah e sta completando quello di Al Dirya) del pacchetto F.1 con una offerta di 20 miliardi di dollari”.

In un Tweet il presidente Ben Sulayem, a margine del rally di Montecarlo, aveva definito eccessiva l’offerta e di considerare meglio i termini di acquisto del pacchetto F.1 (che nel 2017 era valutato 8,7 miliardi di dollari, ndr). L’interferenza, secondo lo studio legale, riguarda il fatto che le dichiarazioni del presidente FIA hanno gettato un grave pregiudizio commerciale in una materia che Liberty Media, come da contratto, è autorizzata a trattare in base agli accordi firmati a suo tempo con l’acquisto dal fondo CVC del pacchetto F.1.  

Secondo il presidente della FIA una offerta così alta avrebbe creato pregiudizio nei promotor e in chi paga i diritti per accedere alla piattaforma F.1 e che ogni offerta debba essere logica e in linea col mercato. I legali di Liberty Media, invece, pongono l’accento sul fatto che la loro società è libera di gestire la parte commerciale come meglio crede e le dichiarazioni sono da intendersi come una grave interferenza in una materia che non compete alla FIA, come stabilito dagli accordi con la commissione europea oltre 20 anni fa. Per dovere di cronaca, dopo le voci dell’offerta del fondo PIF, le azioni Fwonk a Wall Street (il fondo che cura la F.1 in breve) avevano subito un aumento dell’8 per cento, salvo poi scendere di un altro 4 per cento dopo le dichiarazioni di Ben Sulayem che suggeriva di usare il buon senso quando si fanno offerte commerciali che non devono essere fuori mercato.

Da parte della FIA nessun commento alla lettera che il collega Benson dichiara di aver visto e letto nel dettaglio. L’interesse Saudita per la F.1 non nasce oggi (vedi nostro articolo del novembre 2020 in merito), ma l’errore di interpretazione sta forse nel fatto che, semplificando, si parla di una offerta di 20 miliardi di dollari solo per la F.1 mentre da nostre fonti, interpellate in merito, l’offerta riguarda tutto il gruppo editoriale, di cui Liberty Media fa parte. Comprando il gruppo (che comprende testate come Fox News, ad esempio) il fondo saudita di riflesso metterebbe le mani anche sulla F.1. Dietro all’operazione ci sono contatti anche con Bernie Ecclestone, che da tempo aveva convinto gli arabi a investire nel circus, tenendo una quota tramite suoi uomini.

La prima offerta del 2020 era saltata, perché un fondo di investimento coreano aveva presentato una controfferta che Liberty aveva rifiutato. Non dimentichiamo che in quel periodo, con la pandemia, il circus F1 era ai minimi termini con perdite sostanziose nei bilanci ma il futuro era positivo, come poi in effetti si è dimostrato. Adesso si torna alla carica con voci che hanno provocato la reazione della FIA per voce del suo presidente e che Liberty contesta come ingerenza e sottolinea il danno provocato da queste esternazioni. La vicenda, ovviamente, non finisce qui…

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