Ha già compiuto 16 anni…

Risale al 2004 il debutto della Hyundai Tucson, che da allora è stata venduta in 1,4 milioni di unità in Europa e in 7 milioni nel mondo (inclusi i modelli della seconda generazione, commercializzati in molti paesi, Italia inclusa, con il nome ix35). Oggi, giunta alla quarta edizione, la suv media coreana segna un grande passo avanti nei contenuti tecnici e nello stile. A cominciare dal frontale, imponente, con la grande mascherina che si fonde con i fari, formati da tanti triangoli luminosi a led nascosti nella trama della griglia. Anche le fiancate e la parte posteriore appaiono modellate da superfici sfaccettate, con nervature e tagli che formano dei giochi geometrici dai forti contrasti di luci e ombre, da cui scaturisce il carattere molto personale della vettura. Dietro, a donare originalità ci sono i fanali orizzontali a led, con due “denti” in rilievo ciascuno, uniti da una sottile fascia luminosa che accentua la sensazione di larghezza dell’auto.

Un tocco di sportività, invece, viene dalla forma sfuggente della coda, con il tetto arcuato che scende progressivamente verso il lunotto, molto inclinato e sormontato da un generoso spoiler, e dal terzo finestrino appuntito, dalla forma triangolare. Nel complesso, questa Hyundai Tucson ha un aspetto dinamico, con passaruota larghi e fiancate muscolose che la fanno apparire più grande di quello che è nella realtà (le dimensioni esterne sono cresciute di 2 soli cm in lunghezza e in larghezza rispetto alla vecchia Tucson): una sensazione che si prova anche quando si entra nell’abitacolo, ampio, luminoso e accogliente (tre adulti sul divano non soffrono troppo). Peccato che le luci di posizione integrate agli angoli del paraurti posteriore siano un po’ in basso, esposte agli urti da parcheggio (molto frequenti in città).

Abitacolo accogliente e ben climatizzato

Anche all’interno la Hyundai Tucson mostra quanto sia profonda la svolta stilistica rispetto al passato. L’abitacolo appare più moderno e raffinato, con l’ampia consolle tra i sedili e la plancia avvolgente a due piani, attraversata da una modanatura nera dai bordi cromati che contiene sottili feritoie per l’uscita dell’aria “indiretta” del climatizzatore e prosegue prolungandosi nelle porte. E a questo proposito, è da notare che per la prima volta su una macchina del marchio coreano viene utilizzata la nuova la tecnologia “Multi-Air Mode”, che combina ventole dirette e indirette per l’aria condizionata e il riscaldamento, in modo da creare un ambiente interno più piacevole con una circolazione dell’aria meno intensa. Quando questa modalità viene attivata, vengono sfruttate le nuove fessure multi-air presenti nella plancia, che si aggiungono alle normali bocchette di ventilazione. Il volume complessivo dell’aria rimane lo stesso, quindi secondo la casa la capacità di modificare la temperatura non ne risente, mentre appare inferiore il contatto diretto degli occupanti con i flussi, caldi o freddi: in effetti l’abitacolo ci è sempre sembrato ben riscaldato in ogni sua parte, senza fastidiosi spifferi. La modalità può essere attivata e disattivata in base alle preferenze del guidatore.

Buone notizie anche sul piano delle finiture: le plastiche, pur se in gran parte rigide, non sono economiche nell’aspetto (eccetto quelle nella parte bassa) e il montaggio dei pannelli è piuttosto preciso. Tecnologici gli schermi di 10,3” del cruscotto digitale e del sistema multimediale. La strumentazione digitale cambia colore in funzione della modalità di guida scelta (tra Normal, Eco e Sport) e con i comandi tattili nella consolle si possono gestire le principali funzioni dell’auto, come il “clima” e il colore delle luci d’ambiente (regolabili in 64 tonalità). Peccato che i tasti a sfioramento siano un po’ piccoli e troppo in basso: per raggiungerli ci si può distrarre, diminuendo la concentrazione alla guida. Migliorato il sistema Bluelink, per verificare dal cellulare lo stato dell’auto e trovare dov’è parcheggiata. Anche il baule fa segnare un punto a favore della nuova Hyundai Tucson: la capacità è cresciuta di 64 litri con tutti i sedili in uso e di 253 col divano abbattuto; inoltre ha la soglia non troppo alta da terra e una forma regolare che ne facilita le operazioni di carico. Pratico lo schienale del divano diviso in tre parti ribaltabili e regolabili nell’inclinazione.

Tanta dolcezza, poca agilità

Al volante la Hyundai Tucson 1.6 T-GDI del nostro test ci ha convinto soprattutto per il comfort offerto dalle sospensioni e dall’abitacolo, spazioso e ben insonorizzato. Il 1.6 turbo mild-hybrid a benzina da 150 CV con batteria da 48 V offre un certo brio, specie nello spunto da fermo, ma si fa apprezzare soprattutto per la fluidità di erogazione (ben abbinato al rapido cambio a doppia frizione a sette marce 7DCT) e per la contenuta rumorosità. Ci è sembrata migliorabile, invece, la maneggevolezza della macchina, che nei rapidi cambi di direzione, a ritmo sostenuto, fa emergere un marcato rollio in curva.

Quanto ai consumi della Hyundai Tucson, nella prova che abbiamo effettuato in città, la media rilevata dal computer di bordo è stata di 12 km/litro, un valore non eccessivo se si considerano le condizioni di intenso traffico incontrate e la guida volutamente “poco morbida”. Curata la dotazione di sicurezza, che prevede di serie sette airbag, con l’inedito “cuscino” centrale, per limitare i danni dovuti, in caso d’urto laterale, all’impatto tra le teste di guidatore e passeggero. Tra i sistemi elettronici di ausilio alla guida, ci sono il cruise control adattativo predittivo assistito dal navigatore, il mantenimento in corsia e l’anti-colpo di sonno. La Exellence, la più ricca, ha un buon rapporto prezzo/dotazione, con il sistema che riconosce i cartelli stradali, il mantenimento in corsia e il cruise control adattativo di serie, assieme al portellone elettrico e ai sedili anteriori e al volante riscaldabili.

Secondo noi

PREGI
> Baule. Ha una forma regolare, il portellone ad apertura elettrica di serie e una soglia non alta da terra. Ed è più grande di quello del vecchio modello.
> Comfort. L’abitacolo è spazioso, anche nella parte posteriore, e ben insonorizzato. Inoltre, le sospensioni che filtrano a dovere le imperfezioni della strada. Le poltrone sono comode. 
> Dotazione. Tutti gli allestimenti sono ben dotati, specie sul piano della sicurezza; la Exellence ha pure il cruise control adattativo.

DIFETTI
> Comandi. I tasti del climatizzatore e quelli tattili che servono per gestire il sistema multimediale sono piccoli e un po’ troppo in basso nella consolle: per utilizzarli si deve distogliere lo sguardo dalla strada.
> Luci nel paraurti. Quelle posteriori, in basso all’interno del fascione, sono a rischio “toccatina”.
> Maneggevolezza. La taratura morbida delle sospensioni privilegia il comfort; ma in curva fanno coricare molto di lato la vettura.

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