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“I nostri concorrenti non si chiamano più Mercedes-Benz, Toyota Motor Corporation o Stellantis, ma Tesla, Foxconn, Apple, LG Electronics, Uber ecc”. Firmato Herbert Diess, Amministratore Delegato del Gruppo Volkswagen, in un post pubblicato sul proprio profilo Linkedin.

Non una semplice provocazione, ma la realtà che vede ormai le classiche Case auto scontrarsi con un mercato che cambia e cambierà e un’industria che per non rimanere “al palo” deve evolversi velocemente. Un’evoluzione che vedrà il Gruppo Volkswagen protagonista di una profonda riorganizzazione a più livelli, a partire dall’organizzazione dei vari brand che lo compongono.

Più indipendenza, più sinergie

“I marchi diventeranno anche più indipendenti, senza che il Gruppo venga coinvolto nel loro business operativo, concentrandosi invece sulla strategia globale e sulle sinergie”. Un cambiamento ad alto livello, perché di alto livello è la sfida che attende Wolfsburg ma, come specificato nel post, l’indipendenza dei vari brand non intaccherà le sinergie, anzi.

 

“Le nostre piattaforme tecnologichela piattaforma meccatronica SSP, il software, le batterie e le soluzioni di ricarica e di mobilità – otterranno più autorità per garantire che possiamo massimizzare le sinergie in tutto il Gruppo” ha continuato Diess. Perché l’unione fa la forza e poter “spalmare” gli investimenti a livello di Gruppo su tutti i marchi che lo compongono garantisce maggiori ricavi. Ma non è tutto qui.

Ma cosa intende Diess quando parla di “indipendenza”? Il numero uno del Gruppo non è entrato nello specifico, anticipando però che “In particolare il marchio Volkswagen avrà più potere e diventerà completamente autosufficiente. Solo se abbiamo forti brand possiamo costruire un potente gruppo e sfruttare le economie di scala”.

Strategia per le crisi

Un’indipendenza interna ma anche esterna: Diess ha infatti aggiunto che il nuovo piano di crescita mirerà a ridurre la vulnerabilità agli effetti dei conflitti globali, come l’interruzione della catena di approvvigionamento e l’aumento dei prezzi “Gli ultimi cambiamenti geopolitici e l’aumento dei blocchi hanno esposto la nostra vulnerabilità globale, in particolare per quanto riguarda gli Stati Uniti”. E nonostante non l’abbia nominata è chiaro il riferimento all’invasione russa dell’Ucraina, con ritardi nelle consegne di componenti e un conseguente calo delle consegne di auto, scese del 37% a marzo.

A rincarare la dose c’è anche la strategia “zero Covid” cinese che sta causando impressionanti blocchi, come quello che vede fuori dal porto di Shanghai (il più importante del mondo) circa 500 navi in attesa di scaricare e caricare le merci, o fabbriche operative a singhiozzo.

Le priorità

Cina che rappresenta una delle questioni più urgenti per il Gruppo (per il quale rappresenta il 40% delle vendite di auto elettriche), assieme alla già citata ristrutturazione e alla crescita della divisione software Cariad, responsabile dello sviluppo di una nuova piattaforma tecnologica e software unificata, tra cui sistemi operativo e piattaforma cloud, da utilizzare su tutti i brand della galassia che ruota intorno a Wolfsburg.

E si ritorna all’inizio: come tanti altri colossi dell’auto anche Volkswagen si stra trasformando da “semplice” costruttore a fornitore di servizi, ampliando le proprie conoscenze e il proprio raggio d’azione, con grande attenzione a tutto ciò che è software.

Una trasformazione che la avvicina sempre più a realtà come Apple (che per molti sarebbe al lavoro su una propria auto) e Foxconn, che a loro volta guardano sempre più all’automotive come nuova possibilità per far crescere il proprio business.

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