Le 9 ore passate perché terminassero gli incentivi auto elettriche 2024 hanno rappresentato un record e fatto discutere molti addetti ai lavori, tra chi ha accusato le società di noleggio di essersi accaparrate tutti i bonus e chi ha visto un effettivo desiderio di mobilità alla spina da parte degli italiani.

Il ministro Adolfo Urso, titolare delle Imprese e del Made in Italy, fa parte della seconda schiera e parla di “successo” che “fa riflettere sulle ulteriori misure da adottare per soddisfare le esigenze delle famiglie, rendere più salubre l’aria attraverso una riduzione delle emissioni di CO2 e migliorare il parco auto nel Paese”.

Rifinanziamento in arrivo?

Resta da capire quali siano queste misure, ma il ministro Giancarlo Giorgetti, responsabile dell’Economia e delle Finanze, aveva accennato alla possibilità di rifinanziare l’Ecobonus auto.

“Altri soldi ne potranno arrivare – erano state le sue parole, pronunciate all’indomani dell’esaurimento del fondo destinato alle vetture da 0-20 g/km di CO2 -, ma bisogna sempre scegliere dove metterli. Non sono infiniti, sono limitati e quindi dobbiamo essere in qualche modo molto selettivi”.

Il confronto Italia-Europa

In attesa dell’eventuale intervento, Urso giudica “particolarmente significativo il miliardo di euro stanziato per sostenere le famiglie, soprattutto quelle a più basso reddito, nell’acquisto di un’auto ecologicamente sostenuta, sostenibile e nella rottamazione di un’auto altamente inquinante”, anche se l’Italia resta il Paese col “parco auto più inquinante d’Europa“.

“Abbiamo ancora appena una quota del 3% di elettrico – ricorda il ministro -, mentre in Germania la quota è al 12%, nel Regno Unito al 15%, in Francia addirittura al 18%. Anche per questo abbiamo fatto un piano Italia, un piano incentivi nel settore delle auto”.

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