Ora gli sguardi di tutto sono rivolti ai palazzi della Politica: la delicata partita sul Decreto Rilancio ormai si gioca sul filo delle votazioni tra palazzo di Montecitorio per i deputati e quello Madama per i senatori.

Dopo aver ascoltato le proposte e le indicazioni delle parti sociali negli Stati Generali dell’Economia di Villa Pamphili, tocca alla Politica trarre le conclusioni e decidere come orientare la “madre di tutte le manovre“, il maxi provvedimento che va approvato entro sabato 18 luglio pena decadimento e che per l’enorme massa di denaro che porta in seno (si parla di un totale di 55 miliardi!) non ha eguali nel passato recente della Repubblica.

Si inizia dalla Camera, che inizierà subito ad esaminare il corposo fascicolo, con annessi proposte di modifica ed emendamenti presentati da maggioranza ed opposizione.

Quelli relativi al settore auto, che spaziavano dall’ipotesi di riduzione dell’aliquota IVA agli sconti per installare sulle vetture impianti a GPL e metano, oltre ad incentivi all’acquisto di auto nuove, sembrano ormai sintetizzati in un unico emendamento, a firma del deputato del Partito Democratico Gianluca Benamati, che appare come la sintesi migliore tra le richieste di PD, Italia Viva e LEU, che spingono per allargare la base dei veicoli incentivatili, e quelle per certi versi opposte del Movimento 5 Stelle, che puntano a favorire le sole vetture elettriche.

Quali sono i punti del compromesso?

L’accordo tra i partiti della maggioranza sarebbe stato trovato sull’allargamento dell’Ecobonus finora previsto per i veicoli elettrici anche alle Euro6, con emissioni di CO2 uguali o superiori a 61 g/km (benzina, diesel, ibride, GPL e metano finora escluse non ricomprese dall’Ecobonus), con incentivo di 3.500 euro a fronte della rottamazione di un’auto con almeno 10 anni di anzianità, che si dimezzano a 1.750 senza il ricorso a tale pratica.

Nel dettaglio, i 3.500 euro di incentivo sarebbero erogati dallo Stato con 1.500 euro e 2.000 euro come sconto praticato dal venditore, mentre la quota senza rottamazione sarebbe ottenuto con 750 e 1.000 euro da parte di ciascuna delle controparti rispettivamente cifra che scende a 1.750 euro senza rottamazione; in questo caso si può ipotizzare un contributo statale di 750 euro a cui si aggiungono 1.000 euro di sconto dalla rete vendita.

Se confermata, questa proposta del Governo accoglierebbe in larga parte anche le richieste delle associazioni di categoria, Anfia ed Unrae per i costruttori e Unasca per le reti vendita.

Resta solo da verificare la copertura finanziaria: un’operazione di questa portata necessita di un supporto importante, che il ministro delle Finanze Gualtieri sembra però sicuro di poter reperire.

Ci attendono dunque due settimane intense, certo più elettrizzanti della corsa scudetto tra Juve e Napoli: non sono esclusi anche clamorosi colpi di scena, conoscendo gli intrighi e le congiure che si consumano nei Palazzi romani.

Sarebbe come assistere ad un thriller, se non fosse un argomento delicato, che riguarda il futuro lavorativo di migliaia di persone, e quello di un comprato economico di assoluta importanza per l’intero Sistema Italia. 

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