“Sguardo” da grande

Le dimensioni ridotte (solo 361 cm di lunghezza) sono quelle della cinque porte nata nel 2017, ma questo profondo aggiornamento regala alla Kia Picanto un look in gran parte nuovo, un sistema multimediale più ricco e moderno e una dotazione di sicurezza ancora più completa. Il rinnovamento riguarda soprattutto il frontale, con un paraurti dalle forme più spigolose e aggressive e grandi fari (full led nella Launch Edition del nostro test e nell’ancora più ricca GT-Line, che costa 1.800 euro in più) a forma di “L” rovesciata e che ricordano quelli delle grandi suv della casa coreana: la Sorento e la EV9. Più lievi, invece, le modifiche nella zona posteriore dell’auto, dove i fanali, modificati con una grafica più hi-tech, sono collegati da una sottile striscia luminosa.

Fuori è piccola piccola, ma dentro è spaziosa

L’abitabilità si conferma una delle migliori doti della Kia Picanto, che, in rapporto agli ingombri molto contenuti, fa stare comodo anche chi siede sul divano. Dietro non mancano le maniglie di appiglio nel soffitto e un mini mobiletto centrale dotato di una presa Usb di Tipo C. Apprezzabili anche la qualità degli assemblaggi e dei materiali (non lussuosi ma robusti) e la disposizione razionale dei comandi, a partire dalle comode manopole per gestire il “clima” manuale (quello automatico, insieme alla chiave elettronica e alla piastra di ricarica per il telefonino, è riservato alla più ricca GT Line). 

Promossa nel multimediale

Il sistema multimediale ora ha uno schermo “touch” di 8” sin dalle versioni “base” (prima era di 7”), con connessione (via cavo) ad Apple CarPlay e Android Auto, oltre a diversi servizi di bordo aggiornabili “over the air”, all’assistente vocale e al navigatore integrato. Ben sfruttabile e piuttosto ampio, per il tipo di auto, è il bagagliaio: la capienza dichiarata è di 255 litri, che salgono a 1010 reclinando entrambe le parti (asimmetriche) in cui è diviso lo schienale del divano. 

Da fine anno anche a Gpl

Se non per una leggera diminuzione delle potenze, la gamma dei motori della Kia Picanto, tutti a benzina e senza turbo, con trasmissione a 5 marce, manuale o robotizzata a singola frizione (AMT), non cambia. Oltre che con il 1.0 a tre cilindri dell’auto del nostro test (e che, entro la fine dell’anno, sarà disponibile anche a Gpl), c’è la 1.2, che ha un pistone in più e 79 CV. 

Senza fretta, si guida bene

I 63 CV del tre cilindri non sono granché vispi, e i rapporti del cambio un po’ lunghi non danno una mano nelle riprese: per ottenere un po’ di brio, specialmente in salita, bisogna scalare spesso marcia e portare il motore sopra i 3000 giri, quota oltre la quale il 1.0 comincia a girare in maniera più “rotonda”. Tra un semaforo e l’altro si apprezzano la buona manovrabilità del cambio, la silenziosità del motore e la leggerezza dei comandi della frizione e dello sterzo. Quest’ultimo, inoltre, ha una discreta precisione tra le curve, dove l’auto, grazie a una taratura delle sospensioni non troppo morbida, tende a coricarsi di lato solo alle andature più allegre. Il grip, in ogni caso, è sempre rassicurante, e pur con le ruote di 16” buche e tombini non disturbano il comfort. Quanto ai consumi, quello medio dichiarato dalla casa è di 20 km/l, mentre al termine del nostro test, in cui abbiamo guidato sia in città sia su strade di collina, portando spesso su di giri il motore, nel cruscotto abbiamo letto 16 km/l: niente male 

All’occorrenza, ti dà una mano

La dotazione di sicurezza, già molto completa sin dalla versioni meno ricche, nella Kia Picanto rinnovata include nuove funzioni. Importante, in particolare, è il sistema in grado di rilevare i veicoli che sopraggiungono di fronte mentre si cerca di svoltare a sinistra agli incroci, fermando l’auto se c’è il rischio di collisione. Alla scarsa visibilità dal piccolo lunotto, nelle manovre di retromarcia, rimediano la buona risoluzione delle immagini della telecamera posteriore e i sensori di parcheggio. 

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