L’associazione dei Costruttori Europea, ACEA, ci manda una fotografia della situazione del mercato automobilistico europeo del mese di aprile appena trascorso. Purtroppo le immatricolazioni in UE, nei Paesi Efta e nel Regno Unito non sembrano riprendersi, anzi. In tutto sono state vendute 830.447 auto, con un calo del 20,2% rispetto allo stesso periodo del 2021.

E non solo, se paragonati all’epoca precovid, quindi al 2019, i numeri di aprile 2022 sono spaventosi e registrano un pessimo -38,3%. La discesa sembra non volersi arrestare, continua senza sosta. Prima la pandemia, poi la crisi dei semiconduttori e i ritardi nelle consegne di nuove auto, e oggi anche la guerra tra Russia e Ucraina: tutti fattori che hanno contribuito e mettere in seria difficoltà il settore automobilistico.

La situazione drammatica dell’Europa

I cinque più grandi mercati dell’Unione Europea sono in flessione, registrano perdite continue per quanto riguarda le immatricolazioni di nuove auto. Siamo a un pessimo -33% per l’Italia, -22,6% per la Francia, -21,5% per la Germania, -15,8% per il Regno Unito e -12,1% per la Spagna. Come ha spiegato l’Unrae, il nostro Paese: “Con la perdita di un terzo esatto dei volumi, dovuta soprattutto alla lunga attesa degli incentivi, segna nel mese di aprile il peggiore risultato del continente dopo la Lituania”, ed è drammatico, a dir poco. Oggi finalmente è stato approvato il decreto che prevede gli ecobonus per l’acquisto di nuove auto, incentivi che aiutino a sostenere la domanda, anche se abbiamo visto il paradosso delle consegne di veicoli, in estremo ritardo. E non è tutto, perché il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ha sottolineato che ora servono anche degli incentivi per sostenere le imprese del settore automotive.

Che cosa ha fatto il Mise

Giorgetti aggiunge (come abbiamo letto sull’ANSA): “Il Mise ha già formalizzato le sue proposte e le somme stanziate sono di 700 milioni per il 2022 e di 1 miliardo per gli anni a seguire”. Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, ha spiegato: “Le cause del crollo delle immatricolazioni sono le stesse in tutti i paesi dell’area: la pandemia, la crisi dei microchip, il ritorno dell’inflazione, l’impatto psicologico della guerra in Ucraina, l’effetto tangibile della guerra sulle forniture alle case automobilistiche, i rincari dei prodotti energetici ed in particolare di benzina e gasolio, l’impatto negativo per i Paesi occidentali delle sanzioni alla Russia. E a tutto questo si aggiunge che non si vede al momento in ambito europeo quali specifici provvedimenti si intendano prendere per sostenere un settore strategico come quello dell’automobile”.

Quagliano sostiene inoltre che gli incentivi auto 2022 serviranno per aumentate le immatricolazioni di circa 200.000 unità in tutto. Si tratta sicuramente di un risultato che possiamo definire apprezzabile, ma non sarà sufficiente a risollevare il settore. L’Unrae sostiene che “la pubblicazione del decreto sugli incentivi, a tre mesi dall’annuncio, è finalmente una buona notizia, ma non basta per far ripartire velocemente il mercato, anche perché non sono ancora disponibili tutti i chiarimenti operativi necessari per orientare correttamente i concessionari”. E infine la parola passa a Paolo Scudieri, presidente dell’Anfia, la cui speranza è che “l’avvio degli incentivi all’acquisto delle auto a zero e a basse emissioni possa mettere fine all’effetto attesa e far ripartire le vendite”.

Clicca qui per visitare la pagina dell’autore