I legami economici tra Cina e Russia sono sempre più forti. La partnership senza limiti stipulata nel 2022 dai presidenti dei due Paesi, Xi Jinping e Vladimir Putin, riguarda pressoché ogni settore. Anche quello strategico delle auto


30 maggio 2024

La Cina ha un piano molto preciso riguardo l’esportazione di automobili: arrivare in Europa e forse, in un secondo tempo, negli USA. Ma siccome è gente che pianifica bene, ha messo in programma delle “prove generali” di invasione pacifica e ha avviato la sua conquista inarrestabile del mercato russo. Basta infatti dare un’occhiata ai numeri per rendersi conto di come le quattro ruote del Dragone abbiano ormai conquistato la Federazione Russa. Nel 2023 le case automobilistiche cinesi hanno venduto all’ombra del Cremlino il record di 553mila vetture: una quantità pari quasi alla metà dell’intero mercato russo, e schizzata di botto dal 17% al 49%. Nello stesso anno, ha sottolineato un report di Otkritie Auto, la business unit della russa Otkritie Bank, 30 marchi automobilistici cinesi sono stati ufficialmente importati in Russia dai distributori, mentre da 15 a 17 marchi sono entrati nel mercato russo attraverso importazioni parallele. Tra i brand cinesi più popolari troviamo Haval, Chery e Geely, ovvero nomi che stiamo imparando a conoscere anche in Europa.

La Chery Tiggo 8, parente delle molisane DR, è l’auto cinese di maggior successo in Russia

Cina – Russia, la partnership delle auto

I produttori occidentali hanno abbandonato in massa il mercato russo. Nel mese di aprile, la Russia ha importato 57.812 autovetture, il 94% delle quali dalla Cina. Scendendo nei dettagli, e dando uno sguardo alla top 10 dei marchi più venduti sul mercato russo lo scorso marzo, notiamo come i nomi cinesi dominino la classifica. Ad eccezione di Lada, storico brand locale al primo posto dell’elenco, il resto è appannaggio del Dragone. Haval di Great Wall, Geely e Chery si sono piazzati in seconda, terza e quarta posizione, vendendo rispettivamente di 16.045, 15.004 e 13.159 unità (con aumenti su base annua pari a 134%, 185% e 64%). Changan, al quinto posto, ha addirittura incrementato le vendite (9.330 unità) dell’805% rispetto ai valori registrati nel 2022, mentre Li Auto di un clamoroso (3617 unità) 14971%. Accanto all’impennata della vendita dei brand cinesi, in Russia sta andando in scena un altro fenomeno interessante. Mosca ha infatti annunciato l’intenzione di riprendere la produzione di svariati marchi nazionali defunti nel tentativo di arginare le importazioni. Il punto è che la presenza dei colossi cinesi è piuttosto ingombrante per tutti quei brand russi che vorrebbero ritagliarsi uno spazio di manovra. Il più delle volte, non a caso, assistiamo a collaborazioni. Il 21 maggio, ad esempio, Volga è tornata in auge con tre nuovi modelli esposti in una mostra a Nizhny Novgorod. Le tre auto in questione, che si basano sui modelli di altrettanti veicoli realizzati da Changan, sono la berlina C40 e i suv K30 e K40. Tutte usano lo stesso motore Changan JL473ZQ7 da 1,5 litri che eroga 188 CV (138 kW) e fornisce 300 Nm di coppia. La C40 richiama la Changan Raeton Plus di seconda generazione, messa in vendita per la prima volta nel 2023, il K30 sul Changan Oshan X5 del 2020 mentre il K40 sul Changan UNI-Z.

La Great Wall (che si è appena ritirata dall'Europa) con il marchio Haval spopola in Russia
La Great Wall (che si è appena ritirata dall’Europa) con il marchio Haval spopola in Russia

Lo stretto abbraccio del Dragone

Come detto, le case automobilistiche cinesi stanno esportando un numero crescente di automobili in Russia a scapito dei produttori russi. A pagare il prezzo più alto troviamo, ad esempio, il marchio di punta AvtoVaz: lo stesso marchio che, nel 2023, ha venduto 352.572 veicoli (in aumento dell’86,9% rispetto ai 188.645 del 2022). Peccato che questa somma sia stata quasi eguagliata dalle vendite dei due maggiori importatori cinesi, Chery e Great Wall. Il quotidiano economico russo Kommersant ha scritto che gli esperti della Commissione per l’Industria e il Commercio della Duma (il parlamento russo) prevedono che le case automobilistiche nazionali saranno costrette a tagliare la produzione fino al 50%, qualora i grandi sconti sulle auto cinesi dovessero ridurre la domanda di auto made in Russia. “In un contesto del genere, le aziende russe saranno costrette a produrre solo prodotti obsoleti a bassa tecnologia, non saranno in grado di finanziare la ricerca e sviluppo e lo sviluppo delle loro capacità e creare nuovi posti di lavoro ad alta tecnologia. Tutto ciò avrà un impatto negativo sul raggiungimento della sovranità tecnologica e della crescita industriale”, ha fatto presente AvtoVaz in una nota. Insomma: il mercato automobilistico della Russia – dove si vendono più auto di fabbricazione cinese che non russa – equivale, agli occhi della Cina, ad una sorta di enorme laboratorio nel quale testare le proprie vetture senza l’ingombrante presenza di concorrenti. In vista del regolamento finale dei conti con l’Europa.

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