Cosa ne pensano alcuni, soprattutto il boss FIA Todt, della F1 che ha difficoltà sotto la pioggia? Semplice: in F1 ci devono essere monoposto che viaggiano in maggior sicurezza (e quindi, aggiugiamo noi “lavorano dando spettacolo”) anche sotto la pioggia battente.

Dopo Spa non si placano le polemiche, con accuse varie non solo umane ma anche tecniche, per via dalla visibilità ingestibile per chiunque. Qualcuno vorrebbe essere chiaro da prima, come negli USA dove è già noto che se piove non si corre. Nel Circus invece, quando in futuro cambieranno regole e tecnica, un obiettivo sarà anche rendere più gestibili le gare sul bagnato per tutti. Come? Agendo sulle monoposto e non solo.

Non è certo facile decidere, quando in ballo ci sono responsabilità con rischi di incidenti anche gravi, oltre che interessi sportivi, politici ed economici. La via di circostanza del momento con valutazione caso per caso, non piace ad alcuni in quanto divide: tra i più rigorosi, del tutto a monte nonostante il “carico di un GP” e chi invece invoca il vecchio motorismo sportivo. Quello dove Senna e tutti quelli vincenti sull’acqua prima di lui “remavano” sotto la pioggia umiliando chi non aveva la medesima sensibilità.

Vedremo se in futuro con le tecnologie, ci sarà una misura oggettiva che divide, il correre dal non correre, o se i piloti avranno modo di vedere meglio anche quando piove molto forte e si trovano dietro ai rivali.

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