L’Europa verso lo stop ai motori endotermici dal 2035

MOTORI A SCOPPIO VIETATI NEL 2035 – Ormai è ufficiale: la Commissione Ambiente dell’Europarlamento ha votato il bando delle automobili con motore a scoppio Europa dal 2035 ma non ha fissato obiettivi intermedi. In effetti erano sul tavolo proposte di un target intermedio al 2027 e limiti più ambiziosi già nel 2030 ma non hanno superato il vaglio della Commissione. Transport & Environment, organizzazione no-profit indipendente che promuove i trasporti sostenibili, rende noto che i gruppi parlamentari conservatori e alcuni europarlamentari progressisti hanno però respinto la definizione di un nuovo obiettivo intermedio nel 2027 e l’innalzamento del target del 2030. Queste tappe intermedie, secondo T&E, avrebbero incentivato i costruttori ad aumentare le loro vendite di veicoli elettrici.

CONTRO IL GREENWASHING – La Commissione Ambiente ha inoltre respinto l’ipotesi di includere nel Regolamento anche i crediti di CO2 per i veicoli con motori a scoppio alimentati dai carburanti sintetici E-fuels. I test sui motori alimentati da questi carburanti – ricordiamo che molti motori Audi sono compatibili con il gasolio da biomasse qui per saperne di più – hanno evidenziato che la loro combustione produce ossidi di azoto NOX (qui la notizia). Inoltre, c’è chi sostiene che questi combustibili sono caratterizzati da una produzione ad alto consumo energetico e costi di esercizio considerevolmente maggiori rispetto a quelli di un’auto elettrica a batteria.

NON PERDIAMO DI VISTA LA DECARBONIZZAZIONE – “I veicoli elettrici a batteria offrono agli automobilisti la soluzione più pulita, efficiente e conveniente per la decarbonizzazione, mentre le automobili alimentate da carburanti sintetici fornirebbero una nuova vita ai vecchi motori inquinanti”, ha dichiarato Veronica Aneris, direttrice di Transport & Environment Italia, che sostiene anche che “il Parlamento deve continuare a non permettere quella che sarebbe una costosa e inefficiente deviazione dal percorso di decarbonizzazione, che metterebbe a rischio l’intera corsa dell’UE verso le zero emissioni nette al 2050″. Il voto 7 e l’8 giugno aprirà inoltre la strada ai negoziati con i governi degli Stati membri che precederanno l’approvazione definitiva della legge sull’adozione dei nuovi standard di emissione di CO2 per auto e furgoni, tenendo presente che le emissioni dei trasporti negli ultimi anni sono aumentate. Ricordiamo che i target per i furgoni prevedono riduzioni delle emissioni medie dei nuovi veicoli del 15% nel 2025 e del 50% nel 2030; oggi le automobili sono responsabili del 13% delle emissioni di gas serra nell’UE mentre i furgoni, più inquinanti ma in numero molto minore, contribuiscono con il 2%.

OCCHI PUNTATI AL 2050 – La data del 2035 è stata presa sia in considerazione delle difficoltà causate dalla pandemia prima e dalla guerra in Ucraina poi sia in base al fatto che le nuove auto rimangono sulle strade per 10-15 anni e quindi l’ultimo anno che permette alle automobili con motore a scoppio di essere ritirate entro il fatidico 2050 (data che dovrebbe segnare le emissioni nette zero in Europa per tutti i settori) è proprio il 2035. Secondo Jan Huitema, il capo legislatore sulle politiche comunitarie, “Gli standard sulle emissioni di CO2 creano chiarezza per l’industria automobilistica e stimolano l’innovazione e gli investimenti delle case automobilistiche, che potrebbero rendere più economica la guida dei veicoli elettrici”. Diversi costruttori, fra i quali Peugeot, Volvo e Jaguar, hanno già annunciato che interromperanno entro il 2035 la vendita di auto con motore a combustione in Europa. Altri gruppi industriali hanno invece disapprovato il vietare una tecnologia specifica, dichiarando che obiettivi più ambiziosi possono essere raggiunti solo se i responsabili politici supportano un piano massiccio di aumento delle infrastrutture di ricarica. In effetti l’Unione Europa sta definendo proposte per imporre ai Paesi di installare punti di ricarica pubblici a intervalli regolari lungo le principali strade.

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