Andato in archivio, anche il Gran Premio di Catalunya di MotoGP ha espresso i suoi verdetti. Sorpassi, lotte al vertice, scontri diretti, duelli e colpi di scena sono l’antifona alle nostre pagelle. Promossi e bocciati, vediamo i dettagli dei voti dati ai protagonisti della classe regina.

I top 3

Francesco Bagnaia: 10 – capolavoro del campione! Probabilmente la migliore prestazione dell’anno fino ad ora perché vince su una pista storicamente per lui sfortunata battendo il diretto avversario ad armi pari. Macina altri cinque pesanti punti e fa sentire a Martin la sua inesorabile rimonta in classifica. Per il resto ha guidato da vero fenomeno perché ha retto ogni pressione senza commettere errori, evidenziando una superiorità mentale e strategica d’altri tempi. Bellissimo l’attacco decisivo

Jorge Martin: 6,5 – anche se il suo secondo posto lo mantiene saldamente al comando della classifica generale e sarebbe comunque un risultato da primo della classe, data la caratura del diretto avversario, si ferma al seiemmezzo. Finché aveva le spalle coperte da un toro scatenato come Acosta, sembrava poter andarsene in fuga, magari con il connazionale. Perso l’occasionale scudiero che di tutto avrebbe fatto per batterlo, ha perso anche quell’intercapedine che lo separava dagli attacchi di Bagnaia, giunti prontamente per soffiargli la vittoria.

Fabio Di Giannantonio: 6 – non una delle sue prove migliori, ma al netto degli eventi, è sicuramente in continuità da quando ha recuperato un certo feeling con la moto, che in avvio di stagione tardava ad arrivare. In un paio di occasioni, come contro il suo ex compagno di team Alex Marquez, ha evidenziato un sublime talento, quasi a far pensare che quella moto possa essere un po’ stretta a chi sa dare di più. Per il momento è sufficiente e il quinto posto di Barcellona un risultato giusto.

L’eroe di giornata

Marc Marquez: 9 – non poteva deludere il suo pubblico e non poteva non regalargli emozioni. Lo ha fatto come sempre partendo da lontano e rincorrendo i primi a suon di staccate a manovre al limite come sempre. Il terzo gradino del podio, dietro al campione del mondo in carica e all’attuale leader della classifica, rende la sua prova ancor più preziosa e in linea con le attese. Magistrale il sorpasso decisivo su Aleix Espargaro, che già da un paio di passaggi aveva mostrato tutti i suoi limiti e di non poter resistere al connazionale otto volte iridato. È terzo nel mondiale.

I flop 3

Pedro Acosta: 5 – nella prima parte di gara è il pilota che tutti temono. Guida come un funambolo sapendo che non ha nulla da perdere e soprattutto non dover chiede “permesso” a nessuno. Per un momento sembra, insieme a Martin, di poter monopolizzare l’attenzione della corsa, quasi facessero categoria a parte. Poi la caduta, la perdita dell’anteriore e tanta ghiaia, in una delle più spettacolari staccate del mondiale. Riporta la moto ai box, riparte e conclude la gara passando abbastanza avversari per conquistare due preziosi punti, ma il voto resta non sufficiente finché non porta a termine le battaglie innescate.

J. Mir, J. Zarco, L. Marini, T. Nakagami, S. Bradl: 4,5 – in cinque fanno tre punti totali, dimostrando tutti in coro che in Honda è notte fonda. Rime a parte, sarebbe proprio la moto quella da bocciare, nonostante fino allo scorso anno Marc Marquez da solo fosse un osso duro per chiunque. La risposta è abbastanza scontata, ma nei piloti della casa dall’Ala ci sono campioni dai quali ci si aspetta molto di più anche se non sembrano in grado di aiutare il team ufficiale e quello cliente a uscire dal tunnel, nemmeno un barlume. E se uno di loro non ti porta fuori, difficilmente può avvenire il contrario.

Aleix Espargaro: 5 – certamente non è facile arrivare quarti dietro a quel trio di fenomeni sul podio, ma avere le carte buone e le motivazioni solo nella gara breve del sabato è un po’ pochino. Diciamo che questa prova non è pessima, soprattutto se contiamo che dopo tre Ducati guidate da tre piloti super c’è un’Aprilia, la sua. La prestazione è comunque quella di chi ha annunciato il ritiro prima della stagione, perché se avesse avuto dietro un altro come Marquez, l’avrebbe comodamente infilato. Bandiera bianca.

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