Stessi motori, nuovo look

A tre anni e mezzo dal lancio, la Nissan Qashqai di terza generazione si aggiorna fuori (soprattutto nel frontale) e nella tecnologia elettronica. Inoltre, ora la suv giapponese c’è anche nella nuova versione N-Design, caratterizzata da dettagli estetici come i bordi dei passaruota e la parte bassa del paraurti posteriore in tinta con la carrozzeria, che le regalano un gradevole tocco di grinta. Invariata la gamma dei motori: la scelta è tra la 1.3 ibrida leggera a benzina (con 140 o, se la si sceglie col cambio automatico a variazione continua di rapporto, 158 CV) e la full hybrid che abbiamo guidato; quest’ultima è mossa da un motore a corrente con 190 CV, che riceve elettricità da un generatore azionato da un raffinato 1.5 tre cilindri turbo a benzina da 158 CV, con rapporto di compressione variabile .

Ora ha tutta un’altra faccia

Vista di fronte, la Nissan Qashqai ora sembra quasi un’altra auto. La nuova mascherina si estende a tutta larghezza e ha una trama, formata da una moltitudine di piccoli segmenti tridimensionali in nero lucido, che si ritrova nelle sottili luci diurne a led; più in alto, sopra i fari veri e propri, spiccano gli indicatori di direzione a forma di boomerang. Le luci posteriori ripropongono il motivo “a freccia” di quelle anteriori; il disegno non cambia, ma le lenti ora sono trasparenti e, negli allestimenti più ricchi, nella parte bassa lasciano bene in vista quattro led di colore rosso. Inedito il design carenato dei cerchi in lega di 20”.

Accogliente nel divano, meno nel baule

Nonostante abbia ingombri relativamente compatti (è lunga 443 cm), la Nissan Qashqai ha un abitacolo accogliente. Sul suo divano (al quale si accede molto facilmente dalle porte che si aprono di 90º), grazie alla seduta centrale quasi piatta e allo scarso ingombro del tunnel nel pavimento possono viaggiare senza particolari rinunce anche tre adulti più alti di 180 cm. Nel mobiletto centrale, poi, non mancano le bocchette di aerazione e una coppia di prese Usb-C; peccato, però, per le tasche nelle porte: da un’auto da famiglia, ce le saremmo attese più ampie. Stesso discorso per il bagagliaio, che con una capienza di 402 litri a divano in uso non si può dire enorme. In ogni caso, è ben rifinito e sfruttabile: il piano di carico diviso in due metà, per dire, offre la possibilità di fissarne una in verticale, in modo da tenere fermi i bagagli durante la marcia. 

Un infotainment che ascolta (e capisce)

Invariata nello stile, sobrio ed elegante, la plancia della Nissan Qashqai nella N-Design ha la zona centrale in Alcantara, materiale che si estende al bracciolo tra le comode poltrone in ecopelle (quella di guida con estese regolazioni elettriche, anche per la zona lombare), ai poggiabraccio nelle porte e al tunnel centrale, nel quale sono raggruppati la leva per la marcia in avanti e indietro, il bilanciere per selezionare le tre modalità di guida (Eco, Normal, Sport) e il tasto per attivare la frenata rigenerativa. A differenza delle due prese Usb-C, collocate in fondo al pozzetto tra i sedili, la piastra di ricarica senza fili per il telefonino alla base della consolle è comoda da raggiungere. Pratici le rotelle e i pulsanti per gestire il “clima” bizona e valido l’assistente vocale, che recepisce i comandi senza la necessità di usare parole chiave e al quale, con la piattaforma Android Auto su cui è basato il nuovo sistema multimediale, si aggiungono tutti i servizi di Google. Non dei più moderni nella grafica, ma di facile lettura, il cruscotto digitale nella zona centrale riporta tutte le informazioni principali (comprese le indicazioni del navigatore) e fa il paio con un chiaro head-up display.

Un ibrido vispo e rilassante

Bastano pochi chilometri per capire come la miglior dote della Nissan Qashqai sia il comfort. A far viaggiare comodi contribuiscono in pari misura i sedili e il divano ampi e ben imbottiti, la curata insonorizzazione dell’abitacolo (solo alle andature autostradali si avverte un leggero fruscio dovuto ai vortici che si creano intorno ai grandi specchietti) e le sospensioni (quelle posteriori, nello specifico, con i cerchi di 20” sono multibraccio anziché a ponte torcente: assorbono meglio le asperità dell’asfalto). Del tutto particolare, il sistema ibrido full per muovere le ruote sfrutta il solo motore elettrico, i cui 190 CV rispondono con prontezza, offrendo scatti vispi e riprese decise. Il 1.5 muove il generatore che alimenta l’unità a corrente e rifocilla la batteria di trazione da 1,97 kWh; quando entra in gioco, lo fa senza dare fastidio: il rumore è contenuto (aiutando a ridurre il poco piacevole “effetto scooter” che si riscontra in alcune ibride full). 

In autostrada fa da sé

Non male l’agilità tra le curve e ben modulabile il pedale del freno. Non manca la funzione e-pedal, che aumenta la frenata rigenerativa; il sistema, però, ha un funzionamento particolare: l’intensità delle decelerazioni dipende dalla velocità con cui si alza il piede dall’acceleratore, cosa che ci è sembrata poco intuitiva. Inoltre, si disinserisce sotto i 10 km/h. Tra i tanti sistemi elettronici di sicurezza (che possono essere regolati ed eventualmente esclusi, in base alle preferenze del conducente), la guida semiautonoma di livello due merita il massimo dei voti: in autostrada l’auto si muove al centro della corsia con disinvoltura, risultando dolce tanto nei rallentamenti (fino a fermarsi, qualora le condizioni del traffico lo richiedano) quanto nel riprendere velocità. Nelle retromarce, al lunotto piccolo e ai finestrini scuri rimediano le quattro telecamere perimetrali, con la vista dall’alto dell’auto che permette di monitorare con una visuale a 360° l’area di manovra. Infine, un cenno ai consumi: alla fine del nostro test, in cui abbiamo guidato, a tratti in maniera allegra, sia in autostrada sia su strade extra-urbane, il cruscotto ha indicato 16 km/l

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