Davvero un monopattino può danneggiare l’ambiente più di una macchina? Per qualcuno sì. La protesta di alcuni ambientalisti che espongono questa tesi e boicottano i monopattini, arriva dalla Francia e pare estendersi grazie ai social. Da loro infatti i monopattini elettrici sono diffusi da tempo e in qualche città vengono abrasi i codici QR o danneggiati i mezzi. Il motivo? Questi veicoli tanto cresciuti grazie allo sharing, il basso costo e le restrizioni, possono esser causa di emissioni dannose peggio delle automobili. Sembra pazzesco dire una cosa del genere ed in effetti non parliamo dello speficio utilizzo valutato nei minuti di noleggio.

La teoria segue un preciso conteggio “esteso” che ovviamente conta tutto, del monopattino. Arcadis ha stimato le emissioni dei monopattini elettrici in sharing a 360°, arrivando a stabilire che in uso singolo sono equiparabili a un’auto termica con più persone a bordo. Lo studio asserisce che il monopattino in sharing è fonte di ben 105 grammi di CO2 a Km. Valore da automobile e che, per un ambientalista coerente, vorrebbe dire bocciare subito il monopattino per stare sui mezzi pubblici più moderni e rispettosi.

Nel conteggio si sommano le quote dell’utilizzo singolo (pochissimo: 2,5 gr/km CO2) la produzione dei monopattini, con tanto di motori e batterie che in Asia non è certo sostenibile quanto nelle fabbriche certificate green, i materiali e il trasporto intercontinentale per essere messi in strada. Ulteriore parte di emissioni imputata ai monopattini elettrici in sharing, è quella dei furgoni e dell’assistenza continua a livello locale (ritiro in giro per le città, ricarica e manutenzioni frequenti).

Il tutto ha valore elevato e si concentra in una vita media breve, stimata in un anno e mezzo. Stima esagerata o meno che sia questa sventolata per le proteste, considerare la bontà di fonte dei monopattini, intesa per rispetto ambientale di chi produce e gestisce, pare un atto dovuto. Soprattutto dalle amministrazioni che lasciano spazio a questi veicoli, sapendo che molti potrebbero parimenti fare brevi percorsi senza carico con le proprie gambe, o in bici, oltre che con i mezzi qualora sia placata l’emergenza pandemica.

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