Grinta ed eleganza insieme

Arriva in concessionaria nel gennaio del 2022 la nuova Peugeot 308, una berlina media proposta con motori a benzina, diesel o ibridi plug-in (come l’auto che abbiamo guidato) e caratterizzata da una personalità decisa, con uno stile muscoloso e al contempo elegante. Cresciuta sensibilmente rispetto al modello che va a sostituire (e che era uno dei più compatti della categoria), ora misura in lunghezza 437 centimetri, undici in più. I tratti più distintivi sono i passaruota  molto evidenti, la grande mascherina che si prolunga verso il basso e i fari full led (o a matrice nelle versioni più ricche, come la GT Pack del test) da cui partono le lunghe e sottili luci diurne a forma di zanna. La parte posteriore è raccolta, con montanti del tetto molto massicci (cosa che limita la visuale di tre quarti), lunotto piccolo e luci a led collegate da una fascia nera lucida. Un grande inserto nel paraurti ospita le luci di retromarcia e antinebbia, nonché delle cornici cromate che simulano due terminali di scarico. 

Vero lusso

L’abitacolo della Peugeot 308 è moderno, ben rifinito e, in questa GT Pack, addirittura lussuoso: ci sono, fra l’altro, l’hi-fi della Focal con dieci altoparlanti e amplificatore di 690 watt, i morbidi e avvolgenti sedili rivestiti in Alcantara ed ecopelle (o in pelle Nappa per 1.000 euro) con regolazione elettrica e funzioni di riscaldamento e di massaggio. La posizione di guida è quella che caratterizza le Peugeot, con il volante piccolo e posto in basso, così da poter leggere il cruscotto sopra la corona. Questa soluzione ha dei vantaggi, come la comodità di dover sollevare meno le braccia, la sensazione di maggiore maneggevolezza e il fatto di distogliere meno lo sguardo dalla strada per leggere le informazioni; resta il fatto, però, che molti guidatori devono rinunciare alla loro postura preferita perché altrimenti vedrebbero solo una piccola parte del cruscotto. Quest’ultimo è un display di 10” molto raffinato, con visualizzazione a 2D o 3D a scelta, una grafica curata e cinque diverse configurazioni possibili (inclusa la mappa del navigatore a tutto schermo). Alcune scritte, però, sono piccole, e il “pop-up” con le indicazioni del Gps va a coprire (temporaneamente, ma anche a lungo quando si è in città, con continue svolte) il menu delle modalità di guida, rendendo impossibile passare, per esempio, da quella elettrica all’ibrida. 

Tipo smartphone

La plancia della Peugeot 308 prevede le bocchette del clima poste in alto, una consolle rialzata con la minuscola ma comoda levetta per il cambio automatico, ampi portaoggetti e lo schermo “touch” di 10 pollici del sistema multimediale. Che è connesso, molto ricco di funzioni e di possibilità di personalizzazione. Si gestisce come uno smartphone, cambiando schermata con lo scorrimento di un dito e facendo lo zoom avvicinandone un paio. È comodo, ma la risposta non è prontissima, e a volte il navigatore ha mostrato qualche indecisione. Non mancano quattro prese Usb-C, due davanti e due dietro, la piastra wireless per la ricarica dei cellulari predisposti e dei tasti a sfioramento nella parte bassa dello schermo, ai quali assegnare e funzioni di più frequente utilizzo (per esempio, per richiamare l’indirizzo di casa sul navigatore, la stazione radio preferita, la disattivazione del mantenimento in corsia o la temperatura del “clima” automatico). Nel complesso è un sistema valido, ma serve qualche ora di studio per sfruttarne le tante possibilità.

Bagagliaio discreto

L’abitabilità della Peugeot 308 è buona: adatta a quattro adulti e, con qualche sacrificio, anche a cinque: il divano è abbastanza comodo anche al centro e il tunnel nel pavimento non è alto. Bene anche i dettagli che migliorano la vita a bordo, come le plafoniere a led con accensione a sfioramento e cinque punti luce, e le bocchette del “clima” anche dietro. Come normale nelle auto ibride plug-in, la batteria ruba un po’ di spazio sotto il vano bagagli che qui, comunque, mantiene una discreta capienza: 361 litri. Nella norma la facilità di accesso con soglia di carico a 72 cm, e apprezzabili le finiture.

Curva bene, ma 225 CV forse non servono

Le ruote di 18” col fianco molto ribassato (“barra” 40) limitano un po’ il comfort. Lo diciamo dopo aver guidato anche una versione con  i cerchi di 17”, che si è dimostrata ben più morbida sullo sconnesso e comunque gradevole: reattiva allo sterzo, “piatta” e poco sottosterzante in curva. La Peugeot 308 è molto ben insonorizzata e adatta ai viaggi, ma anche fluida in città (se non per qualche lieve strattone nei rallentamenti) e scattante: quando lavorano insieme, il 1.6 turbo a benzina da 179 CV e il motore elettrico da 110 incorporato nel cambio automatico  (i cavalli combinati sono 225) garantiscono una spinta energica. Tutto sommato, però, ci sembra più conveniente l’altra ibrida ricaricabile: quella con  180 cavalli, ottenuti con una versione meno potente del 1.6 e la stessa  parte elettrica. Per il costruttore, la differenza nello “0-100” è di un solo decimo (7,6 secondi invece di 7,5), mentre la velocità massima cala da 235 a 225 km/h. Non una gran perdita, considerando che si risparmiano 1.500 euro all’acquisto e poi qualcosa anche nel “bollo” e nei consumi.

Al proposito, ricordiamo che i 90 km/litro dichiarati per la Peugeot 308 ibrida plug-in della prova si riferiscono a un percorso effettuato in massima parte in modalità solo elettrica, e sono quindi replicabili solo ricaricando con regolarità la batteria (da 12,4 kWh) tramite cavo: operazione che richiede circa 7 ore da una presa domestica a 1,8 kW e meno di due da un caricatore (colonnina pubblica o wallbox) che riesca a fornire almeno 7,4 kW (il massimo accettato dalla vettura, se dotata del sistema optional da 400 euro, mentre di serie non supera i 3,7 kW). Così facendo, per la casa, in media si possono coprire 59 km senza dover usare benzina. Al contempo, in un utilizzo medio senza mai ricaricare, in base a quanto letto nel computer di bordo, possiamo stimare percorrenze di 14-15 km/litro.

Da 23.750 euro

Proposta anche nella versione wagon a 1.000 euro in più (già ordinabile ma con arrivo nelle concessionarie previsto a marzo), la nuova Peugeot 308 c’è anche a benzina (col 1.2 turbo a tre cilindri da 110 e 130 cavalli) e diesel (il 1.5 ha 130 cavalli); le due versioni più potenti si possono avere anche con il cambio automatico a otto marce. I prezzi partono da 23.750 euro per  la berlina 1.2 da 110 cavalli Active Pack, con già la frenata automatica d’emergenza, il mantenimento in corsia e l’anti-colpo di sonno. Di serie anche il“clima” automatico bizona, i sensori di parcheggio posteriori, due display di 10”, i fari full led (ma con “zanne” luminose a trattini incvece che continue), l’avviamento senza chiave, i retrovisori esterni ripiegabili elettricamente e le ruote di 16” (in lamiera con copricerchi).

Poi, salendo di prezzo, si sommano molti altri accessori, inclusa la guida semiautonoma che tiene anche conto della presenza di curve e dei limiti di velocità e le telecamere che forniscono una vista a 360° attorno all’auto: di serie per la Peugeot 308 GT del test. Niente male, insomma, anche se non è previsto (per ora) l’airbag fra i due sedili anteriori, adottato da molte auto di  recente progettazione per salvaguardare guidatore e passeggero in caso di urto laterale. E l’allarme del traffico trasversale in arrivo nelle “retro”, utilissimo quando si esce da un parcheggio o da un passo carraio, non include la frenata automatica: peccato, in un’auto così curata.

Secondo noi

Pregi
> Finiture. L’auto è curata anche nei particolari: elegante e lussuoso l’interno.
> Guida. Tenuta di strada e maneggevolezza sono di ottimo livello. E lo sprint non mnca affatto.
> Insonorizzazione. L’auto è poco rumorosa anche ad alta velocità.

DIFETTI
> Cruscotto. Ricco di informazioni e dalla grafica gradevole, ha però una leggibilità non eccezionale e il “pop-up” del navigatore che inibisce il cambio delle modalità di guida.
> Posizione di guida. Se si vuole vedere il cruscotto, occorre scendere a compromessi con la regolazione del volante e del sedile.
> Ruote di 18”. Ribassate come sono, fanno sobbalzare un po’ sullo sconnesso.

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