Ospedali al collasso, Monza in primis. Lo potevamo ipotizzare come variante pessima ma plausibile da metà agosto, noi che usiamo la testa e abbiamo la cognizione matematica, la logica, di rapporto tra numeri in salita del contagio e tutto il resto che ne consegue. Polemiche a parte, inutili visto il modo di ragionare e comportarsi di molti, ecco la buona riposta monzese grazie al Tempio della Velocità.

Per aiutare i servizi di PS e ospedali della zona, l’autodromo diventa Check point per i casi meno gravi. I codici stimati fino al verde vedono l’ambulanza varcare le soglie del Parco e del circuito per scendere a margine del rettilineo, vicino al paddock. Dove un tempo si metteva il mega-motor-home della FIA, prima che divenisse una mega-struttura, ora ci sono ambulanze in fila con pazienti covid o sospetti covid.

Alla fermata non un pit-stop, purtroppo, ma un utile check point clinico. A dare supporto la protezione civile, poi gli infermieri e personale medico che ha disponibile il centro medico di pista. Si esegue il tampone rapido e si valutano i pazienti nei parametri base dopo che il servizio telefonico da remoto li ha inquadrati come potenziali codice verde (quelli più gravi finiscono ancora presso gli ospedali).

L’autodromo alleggerisce non poco gli ospedali, grazie ai suoi spazi. Meno code e poi i casi meno gravi tornano al domicilio, senza aver scalfito il già critico equilibrio dei PS. Ovviamente, se ci sono casi critici dopo l’autodromo si procede con un ricovero ospedaliero del territorio, o meglio, se il paziente può affrontare un viaggio, si dirotta lontano da Monza, che è in seria difficoltà (presso uno degli ospedali messi meglio del San Gerardo, per esempio Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona).

Tra meno di tre settimane, in teoria, qui dovrebbero arrivare i protagonisti dell’ultima prova di campionato mondiale rally, WRC. Vedremo come si coordineranno le attività posizionate così adiacenti. 

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