Fuori cambia poco

A tre anni dal lancio la Suzuki Swift cambia motore e si rifà il trucco, ma solo nei dettagli: d’altronde, la linea grintosa e caratterizzata dal tetto quasi piatto di questa piccola a cinque porte non aveva bisogno di una “svecchiata” sostanziale. Le novità si concentrano nel frontale (mascherina più incassata, con griglia a nido d’ape e listello cromato più pronunciato) e bastano per donarle un aspetto più dinamico. Da segnalare che è stata rivista  anche la gamma colori, con due nuove combinazioni: Rosso Cordoba e Blu Azzorre, con tetto nero a contrasto.

Spazio sorprendente

La piccola giapponese si conferma molto accogliente in rapporto alla lunghezza di soli 384 cm: quattro adulti hanno tutto lo spazio che serve e anche sedendo al centro del divano non si sta scomodi. I sedili hanno l’imbottitura piuttosto morbida, con regolazione a scatti (non molto precisa) dell’inclinazione dello schienale. L’interno della Suzuki Swift non cambia: mantiene un aspetto sobrio e gradevole, ma anche le plastiche rigide e “leggerine” e il cassetto con lo sportello privo di apertura frenata e di illuminazione. Anche il vano di carico è rifinito un po’ spartanamente, ha un portellone non molto grande e una capacità discreta: 265/947 litri. 

Il sistema multimediale della Suzuki Swift, con schermo tattile di 7”, si connette agli smartphone utilizzando i protocolli Android e Apple CarPlay; nella versione Top che abbiamo guidato è previsto in abbinamento anche il navigatore. In generale, la dotazione è generosa: include anche il climatizzatore automatico, la chiave elettronica, gli alzavetro posteriori elettrici e il volante regolabile anche in profondità. Gli aiuti elettronici alla guida sono già di serie per la meno ricca e costosa Cool; oltre al cruise control adattativo, c’è la frenata automatica, il sistema per il mantenimento della corsia  e quello che avvisa  il guidatore (con un allarme sonoro e un segnale di allerta nel display) dell’eventuale sopraggiungere di altri mezzi mentre si è impegnati in retromarcia. Un accessorio benvenuto, come pure la retrocamera, dato che i larghi montanti del tetto e il lunotto dall’altezza limitata penalizzano un po’ la visibilità.

 

Punta sull’economia

La novità più importante della rinnovata Suzuki Swift è sotto il cofano: il quattro cilindri passa da 1242 a 1197 centimetri cubi e ha un rapporto di compressione più elevato (soluzione che consente di migliorare l’efficienza del propulsore): da 12,5 a 13:1. Inoltre, il sistema ibrido “leggero” (sempre con motore/generatore elettrico collegato con una cinghia al 1.2, così da recuperare energia nei rallentamenti) ha una batteria di 10 Ah, 7 in più di prima. L’ibrido non permette all’auto di muoversi solo “a corrente”, ma assicura una spinta aggiuntiva in partenza (la potenza del piccolo motore elettrico è di 1,94 Kw, pari a 2,6 cavalli) che consente di ridurre i consumi. Considerando la maggiore efficienza del quattro cilindri e del dispositivo elettrico aggiuntivo, secondo la casa i consumi (già prima molto buoni, grazie anche la peso “piuma” della Swift) si riducono in media del 15%, arrivando ad un “taglio” del 26% in città. Al termine del test, svolto tra strade provinciali e urbane, il computer di bordo ha registrato un consumo medio di 17 km/l: un dato non troppo distante dai 20,4 km/litro dichiarati nel ciclo di omologazione WLTP. 

Meno cavalli, ma in curva sa il fatto suo

Di fatto, nella guida non si rimpiangono troppo i sette cavalli in  più erogati dal vecchio 1.2, anche perché sono compensati da una migliore omogeneità di erogazione: la coppia massima viene erogata a 2800 giri (prima, a 4400). Il quattro cilindri della Suzuki Swift è dolce nella risposta e se la cava in tutte le situazioni, pur non avendo ambizioni sportive (soddisfatte dalla versione 1.4 Boosterjet Hybrid Sport, che di cavalli ne ha 129 e costa 23.850 euro). La vettura ha confermato di essere facile e divertente da guidare; rapida nei cambi di direzione, si corica poco di lato in curva e tiene bene la strada: danno il loro contributo le sospensioni non troppo morbide (ma in grado di filtrare bene le buche), il cambio ben manovrabile e lo sterzo preciso e “sincero”.

Secondo noi

Pregi
Abitabilità. La carrozzeria è corta, ma in quattro c’è parecchio spazio e pure il quinto passeggero non si può lamentare.
Dotazione. Ricca: nel prezzo, non esagerato, è compreso un buon corredo di sistemi di aiuti elettronici alla guida e di “sfizi” tecnologici (come la chiave elettronica).
Maneggevolezza. È un’auto facile da guidare nel traffico, e maneggevole sui percorsi “tutte curve”.
 
Difetti
Finiture. Nell’abitacolo si notano le plastiche economiche e qualche soluzione poco ricercata.
Bagagliaio. Il vano, a cui non si accede con molta facilità, è rifinito in economia e non brilla per capacità di carico (solo discreta).
Visibilità. Il lunotto è piccolo; per fortuna c’è la retrocamera.

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