Quasi unica

Mild hybrid, automatica e 4×4: difficile trovare una suv compatta che riunisca le caratteristiche tecniche della Suzuki Vitara che abbiamo guidato. Nel dettaglio, il motore è un 1.4 turbo a benzina da 129 CV, collegato tramite cinghia a una piccola unità elettrica da 13,6 CV (alimentata da una batteria agli ioni di litio). La novità riguarda il cambio automatico: disponibile in alternativa a quello manuale per un extra costo di 1.500 euro, è di tipo “classico” (con convertitore di coppia) e ha sei rapporti. Il sistema 4×4 (ma per 2.500 euro in meno c’è pure la Vitara con le sole ruote motrici anteriori) è sofisticato per la categoria: tramite i tasti e la manopola fra i sedili si sceglie fra quattro impostazioni. Quella per la marcia “normale” su strada asfaltata si chiama Auto, e punta a contenere gli attriti (e quindi i consumi) trasferendo parte della potenza al retrotreno solo se le gomme anteriori slittano. In modalità Sport viene invece inviata della coppia motrice alle ruote posteriori (per ridurre gli allargamenti di traiettoria in curva) e la risposta all’acceleratore è più reattiva. L’impostazione Snow consente di affrontare con più tranquillità i fondi molto viscidi (per esempio, quelli innevati), mentre la Lock, attiva non oltre i 60 km/h, blocca il differenziale centrale ripartendo costantemente ed equamente la coppia motrice fra i due assi: quel che serve per muoversi su terreni particolarmente insidiosi, come fango o sabbia.

In promozione

La Suzuki Vitara con il nuovo cambio automatico è disponibile soltanto nel più ricco allestimento StarView, con praticamente tutto di serie: offre i fari full led, il tetto apribile e una completa dotazione di aiuti alla guida, fra cui il cruise control adattativo, il mantenimento in corsia e il monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori. La versione a due ruote motrici costa 28.900 euro e quella 4×4 31.400 euro; con la promozione della casa, però, i prezzi calano rispettivamente a 25.650 euro e 28.150 euro. 

Tosta senza piastra

Con i suoi 417 cm, la Suzuki Vitara è poco più lunga di un’utilitaria. Ma le forme massicce, il frontale alto e la parte posteriore squadrata le danno un aspetto da vera suv. L’abitacolo si conferma spazioso per la categoria (al pari del baule) e, senza troppi sacrifici, ospita fino a cinque persone. Considerato il prezzo, però, le plastiche (specie quelle tutte rigide delle porte) non sono molto appaganti. Nulla da ridire sulla razionale disposizione dei comandi, mentre l’impianto multimediale previsto di serie per la StarView del test include lo schermo tattile di 7” (non molto reattivo), il navigatore, Android Auto e Apple CarPlay, ma non il collegamento web e la piastra per la ricarica senza cavo degli smartphone. Di tipo analogico, il cruscotto fornisce in modo chiaro tutte le informazioni indispensabili e nel display al centro mostra la modalità 4×4 selezionata e lo schema di funzionamento del sistema ibrido. La posizione di guida è rialzata e con un sedile correttamente sagomato, regolabile pure in altezza.

Vispa e fluida

Il cambio automatico della Suzuki Vitara è morbido nell’inserire le marce e anche abbastanza svelto, soprattutto utilizzando le levette dietro il volante per la modalità manuale. Aiutato dal motogeneratore elettrico, il 1.4 è pronto nella risposta e fluido nel funzionamento, oltre che poco rumoroso; con i suoi 129 cavalli consente una guida brillante, per altro favorita dalla buona agilità dell’auto. Allo sterzo manca un po’ di precisione, ma la sua leggerezza torna utile alle andature rilassate; discreto il confort, con sospensioni un po’ rigide sulle buche. Nella parte del test condotta su strade extraurbane (a buon ritmo), il computer di bordo ha calcolato un consumo di circa 14 km/l.

Niente male oltre l’asfalto

Non ci siamo fatti mancare un’escursione in fuori strada, che la Suzuki Vitara ha affrontato con disinvoltura pur essendo equipaggiata con pneumatici prettamente stradali. Con 18 cm di luce al suolo e le opportune modalità di guida inserite, abbiamo superato sterrati molto sconnessi e pendenze nell’ordine del 70%. Nelle discese abbiamo trovato utile il regolatore che mantiene costante la velocità prescelta, così che il guidatore possa concentrarsi sulle traiettorie.

Secondo noi

Pregi
> Cambio. Il nuovo automatico ha una gradevole fluidità.
> Dotazione di serie. E’ davvero completa, anche in fatto di sistemi di sicurezza.
> Sistema 4×4. Offre varie impostazioni, in base al tipo di guida e di fondo da affrontare.

Difetti
> Comfort. L’assorbimento delle buche non è sempre ottimale.
> Finiture. Le plastiche interne hanno un aspetto economico.
> Sistema multimediale. Manca la connessione web e lo schermo è poco reattivo.

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