Come lei nessuna

Di auto compatte ad alte prestazioni ce ne sono sempre meno e lo stesso vale per le sportive che riprendono almeno in alcuni particolari le proprie versioni da competizione, in gergo chiamate “homologation special”. Un’auto che però può fregiarsi di entrambe queste caratteristiche è la Toyota GR Yaris, che a quattro anni dal lanciosi rinnova. le modifiche sono volte ad aumentare il piacere di guida e a integrare la dotazione di sicurezza attiva con tutti quei dispositivi che proprio da questi giorni sono diventati obbligatori.

Rispetto alla Toyota Yaris “normale” con cinque porte e un efficiente sistema ibrido sotto il cofano, questa GR Yaris ha molto poco in comune: per realizzare ogni esemplare i tecnici della Gazoo Racing – il comparto sportivo della Toyota – prelevano dalla linea di montaggio una scocca e la portano in un reparto speciale (lo stesso dove una decina di anni fa veniva prodotta la supercar Lexus LFA) dove viene completamente rivista: il tetto viene ribassato, nuovi punti di saldatura e rinforzi aumentano la rigidità della scocca e, al posteriore, arrivano le sospensioni indipendenti riprese dalla Toyota Corolla (nella Yaris ibrida il retrotreno è a ruote interconnesse). 

Un cuore piccolo, ma molto potente

A questo punto vengono installati i nuovi organi meccanici che si compongono innanzitutto del 1.6 turbo benzina a 3 cilindri da 280 CV e 390 Nm di coppia motrice, abbinato a una sofisticata trazione integrale con una frizione a controllo elettronico al centro e due differenziali di tipo Torsen davanti e dietro, per mettere a terra tutti questi cavalli senza alcuna titubanza. Rispetto al passato sono cambiate un po’ le logiche di funzionamento di questo sistema che ora prevede tre tarature: Normal (60% anteriore e 40% posteriore), Gravel (53%-47%) e Track dove la ripartizione della coppia diventa variabile e può arrivare fino al 70% al retrotreno. Il cambio è sempre manuale a sei rapporti con la possibilità di attivare il “punta tacco” automatico in scalata per cambiate sempre perfette, ma con il restyling è arrivata anche una nuova trasmissione automatica a 8 marce (a 3.000 euro in più) con palette al volante. 

Come è cambiata

A livello estetico la Toyota GR Yaris è rimasta fedele nelle forme alla versione precedente. Chiara l’ispirazione alle Yaris che corrono il Campionato Mondiale Rally: ora, però ci sono prese d’aria ancora più grandi nel paraurti anteriore (che è composto da tre elementi, per essere più semplice da riparare in caso di piccoli urti) e nuovi fanali completamente integrati nell’elemento orizzontale di colore nero lucido che corre da un lato all’altro del posteriore. In questo modo i tecnici giapponesi hanno rimosso le luci di retromarcia dalla parte bassa del paraurti (anche in questo caso per semplificarne la sostituzione in caso di danno) e la terza luce di stop dallo spoiler per permettere a chi lo desidera di installare appendici aerodinamiche aftermarket senza mettere mano ai cablaggi.

All’interno la novità più evidente è la plancia, con consolle centrale completamente ridisegnata e anch’essa ispirata alle auto da competizione: un unico elemento plastico di forma squadrata rivolto verso il guidatore accoglie il nuovo cruscotto digitale configurabile e lo schermo del sistema multimediale, posto più in basso per ottimizzare la visibilità frontale. A questo proposito è stata rivista anche la posizione dello specchietto retrovisore centrale, mentre le sedute sono state abbassate di 2,5 cm per una posizione di guida che risulta di gran lunga migliorata, sebbene la registrazione del piantone dello sterzo un po’ limitata in altezza non permetta ai guidatori più alti di trovare una posizione del tutto perfetta. 

C’è grip da vendere

Come in passato la Toyota GR Yaris sacrifica sul trono dello stile e delle prestazioni gran parte della visibilità posteriore (il lunotto è molto piccolo) e tanto spazio per i passeggeri dietro e per i bagagli: i centimetri per la testa e per le gambe di chi siede sul divano sono ridotti all’osso mentre il bagagliaio, anche a causa delle componenti meccaniche della trazione integrale, ha una capacità esigua, appena 174 litri. Ma non sono queste sicuramente queste le prerogative che ricerca chi è disponibile a staccare un assegno da 52.000 euro per mettersene una in garage, per cui partiamo alla volta della pista per una prima presa di contatto tra i cordoli e senza limiti di velocità.

Fin dai primi chilometri la Toyota GR Yaris mostra tutte le qualità che già conoscevamo: la trazione integrale infonde molta sicurezza e permette di tenere giù il “gas” senza patemi, mentre l’aavntreno punta preciso tra una curva e l’altra garantendo tanta direzionalità e altrettanto grip. Grazie al peso limitato poi – solo 1280 kg – e a un impianto frenante di livello con dischi da 356 mm all’anteriore e pinze a 4 pistoncini, la frenata è potente e l’auto non si scompone, merito anche di un passo lungo in rapporto alle dimensioni esterne dell’auto, che aumenta la confidenza nelle curve ad alta velocità. 

Non spacca la schiena

Rispetto al passato, il 1.6 a 3 cilindri ci è parso più pronto e reattivo fin dai bassi regimi (anche se un po’ più “muto” dagli scarichi), mentre il nuovo cambio automatico a 8 rapporti con convertitore di coppia fa un buon lavoro, sebbene non sia dei più rapidi nei passaggi di marcia, specie utilizzando le palette dietro al volante. Su strada, ma anche tra i cordoli abbiamo preferito l’unità manuale a sei marce, dagli innesti precisi e non troppo contrastati (peccato soltanto per il pedale della frizione che non è molto facile da modulare): è più coinvolgente e dati alla mano non fa perdere nulla in quanto a tempo di accelerazione e velocità massima. Su strada, poi, abbiamo apprezzato le sospensioni con ammortizzatori passivi non eccessivamente rigidi sulle imperfezioni dell’asfalto.

Al passo con i tempi

Sul fronte della tecnologia, la rinnovata Toyota GR Yaris ha tutto ciò che ci si aspetta da una moderna auto sportiva compreso il cruise control adattativo (di serie). Curato il cruscotto digitale, abbastanza semplice da configurare utilizzando i pulsanti sulle razze del volante e con grafiche specifiche a seconda della modalità di guida selezionata. Il sistema multimediale è lo stesso delle altre Yaris: ha di serie il navigatore e le connessioni agli smartphone via Apple CarPlay e Android Auto ed è semplice da utilizzare e reattivo, anche se non permette di visualizzare più applicazioni alla volta. Fortunatamente i comandi più importanti, compresi quelli per la regolazione del climatizzatore, sono rimasti di tipo fisico. 

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