Il celeberrimo modello cabrio del brand tedesco è prossimo alla pensione e per dire addio al mercato, si ripropone in un’ultima edizione a tiratura limitata. Come se la calverà rispetto alla Porsche Boxster, anch’essa prossima all’uscita di scena e alla BMW Z4?


12 novembre 2023

Ci sono modelli che, per chi è cresciuto negli anni ’90, hanno un fascino irresistibile e, uno di questi, è l’Audi TT. Lanciata nel 1998 e realizzata a partire dalla base tecnica della Golf IV, la TT è stata prodotta in 25 anni di onorata carriera in tre diverse versioni, tutte basate sulla cugina cittadina della Volkswagen, andando creare un vero e proprio mito nel segmento delle sportive, cabrio comprese.

Come tutte le belle storie, però, è quasi arrivato il momento di dirle addio e, anche se non ci sono certezze riguardo al suo futuro, è probabile che, nei prossimi anni, possa venirne resuscitato il nome per una versione elettrica.

Prima di dare effettivamente addio al mercato Audi ha deciso di regalare ai propri appassionati la possibilità di accaparrarsene una, lanciando diverse final edition, l’ultima delle quali è destinata al mercato statunitense.

La linea è quella che già conosciamo bene, sportiva e bella acquattata sulla strada, come un predatore pronto ad attaccare. La particolarità, però, risiede nei dettagli ed è così che spunta un inedito colore su misura, Goodwood Green Pearl, che rimanda a quello impiegato su alcuni esemplari della prima serie, abbinato a dettagli di colore grigio opaco e a fregi realizzati in fibra di carbonio. La capote, invece, è nella colorazione Gray, utilizzata, in precedenza, per la 20th Anniversary Edition e può essere sollevata o abbassata in soli 10 secondi, mentre il veicolo viaggia a velocità fino a 50 km/h.

Quale colore migliore del cuoio per gli interni? L’abbinamento è azzeccatissimo e vuole rendere omaggio ai sedili baseball della prima TT.

Cosa c’è sotto al cofano? Come si può intuire dal badge al posteriore, questa Audi è dotata della trazione Quattro e, nello specifico, questa TT Roadster Final Edition dedicata al mercato a stelle e strisce, è equipaggiata con l’esuberante motore benzina a quattro cilindri da 2,0 litri EA888 da 231 CV, abbinato al cambio a doppia frizione a sette rapporti S-Tronic. Per non farsi mancare nulla, l’assetto è affidato al sistema Audi Magnetic Ride, in grado di ridurre anche l’altezza dell’auto di 0,7 cm.

Il prezzo? Quasi 70.000 dollari, ma dovrete trovare un importatore che ve ne trovi una delle 50 da portare in Italia!

Pro e Contro

Contro

  • Edizione limitata per gli USA; Prezzo

Porsche Boxster

Quando si parla di cabrio a due posti dall’animo sportivo, è impossibile non prendere in considerazione la mitica Porsche Boxster. Dopo l’addio al sei cilindri aspirato e al passaggio al quattro cilindri turbo anche lei, prossimamente, verrà convertita al propulsore elettrico e, quindi, quale momento migliore per approfittarne prima che sia troppo tardi?

La compatta di Zuffenhausen, nonostante abbia già qualche annetto sulle spalle, continua a piacere moltissimo a chi è in cerca di una sportiva che sia adatta, per quanto i due posti secchi lo consentano, all’impiego di tutti i giorni, senza rinunciare al divertimento nei fine settimana.

I gruppi ottici anteriori di serie sono ancora con tecnologia Bi-Xenon e non a LED, mentre quelli optional presentano le caratteristiche quattro luci a LED a contorno dell’unità principale. I fari sono posizionati ai lati del lungo cofano che scende fino al paraurti, quest’ultimo caratterizzato da grandi bocche dedicate alla ventilazione.

C’è poco da aggiungere sul design che, in fin dei conti, rende questa tra le auto sportive più riconoscibili, donandole un look da vera Porsche. Così come l’esterno, anche l’interno è curatissimo, con la scelta di materiali di alta qualità anche nelle zone meno a vista. La strumentazione mischia digitale e analogico e il risultato un po’ “old school” piace parecchio, peccato che alcuni sistemi, come la chiusura automatica degli specchietti, che dovrebbero essere di serie un modello così di pregio, siano optional.

Parliamo però dei motori. Come scrivevamo in apertura, a parte la versione GTS dotata di un’unità a sei cilindri, aspirata, da ben 400 CV, la versione base e la S sono equipaggiate con un propulsore da 4 cilindri, turbo, da 2 e 2,5 litri e rispettivamente capaci di sprigionare 300 e 350 CV. Certo, il sound del quattro cilindri non è paragonabile a quello del sei, aspirato, ma è comunque capace di regalare delle ottime sensazioni di guida. L’aspetto forse più bello di questa Porsche è che, in tutte le motorizzazioni, è ancora possibile optare per il cambio manuale, una specie di miraggio all’interno dell’offerta moderna.

Il prezzo di attacco è quasi, ed è bene specificarlo, accessibile, si parte infatti da poco più di 67.000 euro. Se si opta invece per la GTS, è un’altra storia, con il prezzo che supera i 95.000 euro

Pro e Contro

Pro

  • Design iconico; gamma motori

BMW Z4

Introdotta per la prima volta nel 2002 per sostituire la Z3, la Z4 ha conquistato molto velocemente il cuore degli amanti delle vetture a cielo scoperto grazie al proprio design sportivo e alle proprie doti motoristiche e dinamiche.

Nel 2018, poi, la svolta, grazie all’introduzione di un modello totalmente rinnovato, caratterizzato da linee sbarazzine e alquanto inconsuete rispetto al passato.

Nella vista frontale non poteva mancare la calandra a doppio rene, parecchio abbondante in larghezza, più che in altezza, sovrastata lateralmente dai gruppi ottici a LED. Nella linea laterale, invece, spiccano le linee decise e tese che partono dai passaruota e che terminano nelle luci posteriori. A proposito di posteriore, infine, le linee dell’estrattore sono semplici e ben si raccordano a quelle squadrate, dal sapore un po’ nipponico, del paraurti.

Passando agli interni, si respira un’aria davvero premium e sportiva, ma non eccessivamente orientata alle prestazioni estreme. Lo stile è tipicamente BMW e il family feeling con gli altri modelli in gamma – fatta eccezione per quelli appena usciti – è forte. Molto ben rifiniti, poi, i sedili a guscio.

Passiamo alle motorizzazioni, partendo dalla più potente la M40i che, con il suo 6 cilindri in linea M TwinPower Turbo eroga la bellezza di 340 CV. A scendere, poi, si trovano il 30i e il 20i, con rispettivamente 258 e 197 CV. Solo per la motorizzazione meno potente, infine, è possibile scegliere il cambio manuale al posto di quello automatico.

Il prezzo di partenza per la Z4 sDrive20i è di 55.900 euro. Se, invece, si volesse optare per la M40i, si dovrebbe essere disposti a sborsare quasi 21.000 euro in più.

Clicca qui per visitare la pagina dell’autore